Recensione: Platinum End - T. Ohba T. Obata | Bites of Japan


Buonasera, lettori!

Oggi vi ripropongo la rubrica Bites of Japan, in cui parlo di manga, anime e tutto ciò che è made in Japan. La recensione di oggi è quella del primo volume di Platinum End, un manga edito da Star Comics e in uscita proprio in questi giorni.

Ma vediamo di che si tratta!



Titolo: Platinum End
Autore: Tsugumi Ohba (storia) e Takeshi Obata (disegni)
Editore: Star comics

Anno: 2017

Volumi: ?
Prezzo: 4,90€

Rating: ★★★

Trama: "Tutte le persone sono nate per essere felici. Tutte le persone vivono per trovare la felicità". Così recita la legge divina, e così soleva dire la madre di Mirai Kakehashi al proprio figlio. Il ragazzo però ha perso tutto. La sua famiglia è stata sterminata a causa di un incidente, i suoi zii lo hanno accolto nella loro dimora facendogli subire ogni sorta di vessazione; la sua vita scolastica procede anonima e priva di particolari soddisfazioni. Sentendosi svuotato, privo di uno scopo e di ragioni per vivere, Mirai si getta da un grattacielo per porre fine alla sua esistenza, ma l’intervento dell’Angelo Nasse evita la sua fine prematura. Nasse si presenta come “angelo custode” di Mirai e gli concede alcuni doni: la freccia cremisi grazie alla quale chiunque può innamorarsi di lui per trentatré giorni, la freccia bianca, ossia un artefatto che permette di uccidere chiunque all’istante e le ali angeliche, che permettono di spostarsi istantaneamente in qualunque luogo sulla terra.
Mirai prova i doni e un barlume di speranza sembra accendersi nel suo cuore, tuttavia non sa che è si è involontariamente candidato in una misteriosa “selezione” per scegliere il nuovo Dio…



Dato che nasce dalle stesse penne che ci hanno portato un capolavoro come Death Note (dal quale è stato anche tratto un film prodotto da Netflix che non vi consiglio assolutamente di guardare), ho comprato il primo numero di Platinum End con aspettative molto alte.

Sono state soddisfatte? Sicuramente .

Nonostante sia solo un primo volume e quindi la vicenda sia ancora agli inizi, Platinum End ha tutte le carte in regola per diventare una serie manga di grande importanza. Oltre ad una narrazione incalzante, tipica degli autori, e ad una forma stilistica che non lascia nulla all'immaginazione, tratta dei temi, anche controversi, che possono andare a stuzzicare l'interesse di molti: tra i tanti, la religione. Quest'ultima gioca un ruolo fondamentale in Platinum End, e non solo perchè uno dei due protagonisti presentati in questo primo volume è un angelo. L'assenza di un dio è dettaglio centrale della trama ed è anche ciò che mette in moto l'azione stessa: tredici angeli sono scesi sulla terra alla ricerca di tredici candidati da proporre come nuovo dio.

Non è difficile interpretare l'assenza della divinità come espressione di un disagio generale interno alla società, che ritroviamo anche nei dettagli la depressione, il suicidio e gli abusi domestici. Al tutto fa da sfondo l'eterna lotta tra il bene e il male, alla quale il lettore assiste nella consapevolezza che, in questo caso, giudice e carnefice è un ragazzino del liceo riluttante nell'usare i poteri che gli sono stati donati.

Con uno sviluppo narrativo praticamente speculare a quello di Death Note, Platinum End ne ripropone i contenuti e le due serie sembrano essere molto simili: tuttavia là dove Light Yagami (protagonista di Death Note) era uno spietato killer mitomane, Mirai Kakehashi sembra spinto da una ingenua e pura volontà di essere felice, per se stesso e per gli altri. Platinum End porta a chiedersi cosa sarebbe successo se fosse stato Mirai (e non Light) a trovare il quaderno della morte e, dato lo spessore psicologico dei personaggi, offre anche molti spunti di riflessione.



Cosa ne pensate? Sarà sicuramente interessante vedere come si svilupperà la vicenda e non posso dire altro se non che non vedo l'ora di mettere le mani sul secondo volume a gennaio!

A presto,

Giulia

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