Raven boys - Maggie Stiefvater | Serious? Series! #02

Buon pomeriggio, lettori!

Oggi vi parlo di una delle mie serie preferite, con un post che ho rimandato per mesi perchè rischio ancora di andare in iperventilazione al solo pensare a quello che sto per scrivere. Si tratta della serie Raven Boys, di Maggie Stiefvater, di cui potete trovare le mie recensioni (e gli scleri, quelli ci sono sempre) qui.


In Italia sono editi per Rizzoli i primi due volumi, ma la pubblicazione sembra essere (al momento) interrotta. In patria la serie (The Raven Cycle) è composta in totale di quattro volumi e si è conclusa nell'aprile dell'anno scorso: quasi un anno dopo la Stiefvater ne annuncia un adattamento televisivo che andrà in onda su Syfy.
Quando ho letto questo tweet ero in tram e prima di cliccare sul link mi è andato il cervello in overdrive in un loop di "oddio è quello che penso che sia? ommioddio, e se è veramente quello che penso che sia!?". Ammetto di aver versato qualche lacrimuccia quando ho finalmente aperto e letto il tweet originale citato dalla Stiefvater. Ero in piedi, in un tram strapieno di persone e stavo piangendo perchè uno dei miei libri preferiti stava per diventare una serie tv: non avreste avuto la mia stessa reazione?!

Raven boys è veramente una delle mie serie preferite e quando dopo l'uscita del quarto libro l'autrice ci aveva solleticato con l'idea di una serie tv (piuttosto che un film) mi era quasi uscito il cuore dal petto. L'idea di poter vedere sullo schermo quei personaggi e quelle ambientazioni che ho tanto amato mi uccide un po' (ma in senso buono)! Certo, c'è sempre un po' il timore che ne esca qualcosa come la serie tv di Shadowhunters che tutto è tranne che fedele al libro, per non parlare poi della recitazione! Per Raven boys ancora non sono stati neanche aperti i casting, quindi c'è solo da incrociare le dita ed aspettare.


La storia raccontata nella serie ruota attorno a quattro ragazzi Gansey, Adam, Ronan e Noah, alunni di un prestigioso liceo di Henrietta, cittadina della Virginia. I quattro sono alla ricerca di Glendower, un antico nobile del Galles, che, secondo la leggenda, esaudirebbe un desiderio di chiunque lo risvegli dal suo sonno eterno. Per fare ciò i quattro seguono le Ley Lines, le linee di prateria, che possiedono poteri magici e spirituali (e che sono apparentemente una cosa vera e sulle quali sono stati svolti molti studi!). La protagonista, Blue, e noi con lei, si ritrova improvvisamente risucchiata in questo mondo fatto di re gallesi, sognatori e magiche foreste, apprendendo di più su se stessa e sul mondo che la circonda.



Titolo: Raven Boys
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: Rizzoli
Anno: 2013

Pagine: 468

Cartaceo: 16€ (Cartonato) - 11€ (Brossura)
eBook: 7,99€

Rating: ★★★

Trama: È la vigilia di San Marco, la notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, in Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il ragazzo di cui s’innamorerà e che lei è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di Henrietta i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, per via dello stemma dell’istituto, e noti per essere portatori di guai. Pur riconoscendolo come il ragazzo del destino, quando Gansey si presenta alla sua porta in cerca di aiuto, Blue non riesce a voltargli le spalle.



Se avete letto la mia recensione di Raven Boys (scritta malissimo ma oh, era una delle prime) vi ricorderete quanto Blue, la protagonista, mi stesse sulle palle e quanto controverso sia stato il mio rapporto con questo primo libro della serie. Non ho mai tenuto segreto il mio odio per gli young adult con i triangoli amorosi, in cui la protagonista femminile si riduce ad una valvola di sfogo per il desiderio represso e travagliato del protagonista maschile, ad una Jane Doe in cui la lettrice può immedesimarsi, innamorandosi senza problemi del bello e tenebroso di turno. 

In questo primo libro, il personaggio di Blue non è ancora ben sviluppato e la sua utilità ai fini della trama è ben poca. Arrivata a metà del libro, non si poteva ormai neanche più contare il numero delle volte che avrei voluto prenderla a schiaffi: ciò, unito a quanto scritto nella quarta di copertina e nella stessa trama (che praticamente rivela tutto ciò che ci sarebbe da rivelare in uno YA con triangolo amoroso e twist sovrannaturale) ha contribuito a far crescere il mio astio nei confronti suoi e di questo libro in generale, tanto che sono stata indecisa fino alla fine se continuare con il secondo o meno. Blue è l'unica pecca che avevo trovato a questo libro e il fatto che la trama sia avvincente e i personaggi siano (con l'unica eccezione del suo) ben costruiti mi ha convinto a continuare questa serie.

Durante la lettura, non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile che un'autrice in grado di creare personaggi come quelli di Gansey, Ronan, Adam e Noah avesse creato un personaggio dell'inutilità di Blue. Con il senno di poi e a serie conclusa, mi rendo conto che la Blue di Raven Boys è una ragazza che di punto in bianco si ritrova in un mondo diverso (ma non troppo!) da quello in cui era cresciuta, in ambienti e in compagnie alle quali non è abituata. Le sue reazioni blande e la sua apparente inutilità sono, a mio parere, la risposta allo spaesamento dovuto al fatto di essersi ritrovata all'improvviso al centro di un'avventura più grande di lei, in un gruppo di amici già formato, in mezzo a persone i cui caratteri sono tanto diversi quanto complementari. Del fatto che Blue sia in realtà una protagonista con i fiocchi e controfiocchi ce ne rendiamo conto nei libri successivi, soprattutto negli ultimi due, ahimè, non editi in Italia.



Titolo: Raven Boys - Ladri di sogni
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: Rizzoli
Anno: 2014

Pagine: 522

Cartaceo: 16€ (Cartonato)
eBook: 9,99€

Rating: ★★★

Trama: La magica linea di prateria è stata risvegliata e la sua energia affiora. I ragazzi corvo, un gruppo di studenti della scintillante Aglionby Academy, sono sulle tracce del mitico re gallese Glendower, che dovrebbe essere nascosto nelle colline intorno alla scuola. Con loro c’è Blue, che vive in una famiglia di veggenti tutta al femminile. A lei è stato predetto più volte che quando bacerà il ragazzo di cui sarà davvero innamorata, questi morirà. Sulle prime sembra che il suo cuore batta per Adam, ma forse è Gansey quello che ama davvero… Intanto Ronan s’inoltra nei suoi sogni, da cui può uscire di tutto. Del resto è uno che ama sfidare il pericolo. Mentre il tormentato Adam, con un passato pesante alle spalle, s’inoltra sempre più in se stesso, cercando una sua strada nella vita. Frattanto c’è un individuo sinistro che è anche lui sulle tracce di Glendower. Un uomo pronto a tutto.



Non mi capita di dirlo spesso, ma ho trovato il secondo volume della serie Raven Boys molto migliore del primo. In I ladri di sogni vediamo i personaggi attraversare un percorso di crescita davvero bello, che li caratterizza e non li sminuisce. Mi è paiciuto soprattutto come la Stiefvater ha deciso di approfondire il personaggio di Ronan e ho apprezzato moltissimo che non abbia usato il solito meccanismo tipico degli YA per accalappiare le lettrici. Come avevo detto a suo tempo nella recensione, che potete trovare qui, molte autrici utilizzano il trope del bad boy dal passato tragico la cui maschera va in frantumi grazie alla forza dell'amore, mandando effettivamente a puttane tutta la crescita del personaggio.

Iniziando questo volume, incentrato su Ronan e sul suo potere segreto, che poi tanto segreto non è, temevo che avremmo perso il Ronan del primo libro, che avevo imparato ad amare nonostante tutte le sue imperfezioni e il fatto che fosse, permettetemi il francesismo, una testa di cazzo. La Stiefvater, invece, riesce a sviluppare il personaggio di Ronan con maestria e noi ritroviamo lo stesso ragazzaccio che ci aveva fatto innamorare in Raven Boys ma nel quale possiamo intravedere dei grandi segni di cambiamento. Ronan si configura, in questo libro, come un personaggio in grado di prendersi tutto fango che gli è stato tirato addosso, tutte le cose brutte, di accettarle e di riuscire a crescere proprio grazie a quelle.

Interessante è anche il percorso di Adam, che vediamo lottare per la sua libertà, ottenerla e poi (figurativamente) perderla nuovamente. Mi è piaciuto moltissimo leggere di Adam, che insieme a Ronan è il mio personaggio preferito in questa serie. In I ladri di sogni diminuisce invece lo spazio dato a Blue e a Gansey, la cui storia finisce un po' in secondo piano in favore di Ronan, Adam e Cabeswater.

In questo secondo volume, i ragazzi della Aglionby (più Blue, che è ancora parzialmente inutile ai fini della trama) sono ancora alla ricerca di Glendower e si ritrovano a dover fare i conti con la sparizione di Cabeswater, la foresta magica, e con un grigio individuo che è stato incaricato di trovare il Greywaren. In I ladri di sogni ho amato l'antagonista (che poi, sarà veramente un antagonista?), un hitman con la passione per la poesia anglosassone che mi ha ricordato un po' i romanzi di Stephen King. Ho sperato per il suo ritorno nei libri successivi e sono stata accontentata.

Terzo volume della serie è Blue Lily, Lily Blue , uscito in America nell'ottobre del 2014 e di cui potete trovare la mia recensione qui. Dato che non è ancora uscito in Italia, non vi consiglio di leggerla se non volete spoiler, perchè ne è decisamente piena. Già dal titolo, si capisce che la protagonista (e stavolta si può veramente chiamare così!) è Blue, che si ritrova a dover fare i conti con la scomparsa della madre e con un'enigmatica profezia. Tutto il terzo volume si intreccia infatti intorno ad una visione, una profezia: in una grotta a Cabeswater ci sono tre entità, una delle quali va svegliata, mentre l’altra va lasciata dormire.

Tutto porta a presagire il risveglio di Glandower, tanto che mi sono più volta chiesta di cosa diamine avrebbe parlato il quarto volume se avessero finito per svegliare il re gallese in Blue Lily, Lily Blue. E invece...

Come negli altri volumi, anche questo libro e è pieno di colpi di scena, sia belli, sia brutti: purtroppo dobbiamo salutare un personaggio, ma noi lettori di A song of Ice and Fire fingiamo di essere forti e tiriamo avanti. Continua anche a costruirsi la storia tra Gansey e Blue, che non è per niente scontata come invece voleva la quarta di copertina del primo libro della serie.

Il quarto ed ultimo libro, The Raven King, è uscito nel 2016 ed è stato un colpo al cuore inimmaginabile. Ne potete trovare la recensione (o meglio, lo sclero post-lettura) qui, ma anche stavolta la sconsiglio a chiunque non voglia spoiler o semplicemente non voglia leggere frasi sconnesse e senza senso dovute a troppa emotività.

Senza dubbio è stato il libro che ho preferito in questa tetralogia, in cui tutti i nodi vengono al pettine, in cui tutti i cuori vengono spezzati (quelli dei lettori, non vi preoccupate) e in cui ho giurato amore eterno alla Stiefvater. Nonostante io abbia pianto, gioito e (soprattutto) mi sia arrabbiata tantissimo durante la lettura di The Raven King è un libro che ho amato moltissimo e che mi sento di consigliare a tutti. 

L'epilogo mi ha fatto venire voglia di morire (che epilogo è un epilogo che non conclude niente?!) ma ora che si sa che la Stiefvater sta lavorando ad una trilogia tutta incentrata su Ronan, sono un po' rincuorata. La Stiefvater sta lentamente uccidendo i suoi fan pubblicando di tanto in tanto qualche riga qua e là di questa nuova sua trilogia e, personalmente, non vedo l'ora di averla tra le mani!

Insomma, questa serie è una di quelle destinate ad avere un grande seguito, anche se in Italia ancora non ce ne siamo resi conto. Si può solo sperare che la serie tv smuova un po' il terreno per far sì che la Rizzoli riprenda con la pubblicazione e intanto incrociare le dita per un buon casting!

Cosa ne pensate? Fatemi sapere in un commento!