sabato 3 settembre 2016

Recensione: Coraline - Neil Gaiman | Che Weekend! #04

Buon pomeriggio lettori!

La prima recensione di settembre è per la mia rubrica Che Weekend! ed è quella di un libro di una decina di anni fa che immagino tutti abbiano sentito nominare. Si tratta di Coraline, di Neil Gaiman!





Titolo: Coraline
Autore: Neil Gaiman
Editore: Mondadori
Anno: 2004

Pagine: 184

Cartaceo: 10,50€
eBook: 6,99€

Rating: ★★★

Trama: In casa di Coraline ci sono tredici porte che permettono di entrare e uscire da stanze e corridoi. Ma ce n'è anche un'altra, la quattordicesima, che dà su un muro di mattoni. Cosa ci sarà oltre quella porta? Un giorno Coraline scopre che al di là della porta si apre un corridoio scuro, e alla fine del corridoio c'è una casa identica alla sua, con una donna identica a sua madre. O quasi.






La storia è quella di Coraline, una ragazzina di undici anni che si trasferisce con la famiglia in una nuova casa in Michigan. I suoi genitori le vogliono bene, ma sono sempre alle prese con il lavoro e la quotidianità e Coraline, lasciata un po' a se stessa, si diverte esplorando. È così che incontra le dirimpettaie Miss Forcible e Miss Spink, due attrici in pensione, e il vicino del piano di sopra, un vecchio pazzo che allena un circo di topi. Durante una delle sue esplorazioni, Coraline trova nel salotto di casa sua una porta che dovrebbe dare su un muro di mattoni, ma che in realtà la porta, attraverso un lungo corridoio buio, fino alla sua Altra Casa.

"La vecchia chiave nera sembrava più fredda di tutte le altre.
Coraline la infilò nella toppa. Girò senza fare capricci, con un soddisfacente rumore metallico.
(...)
Finalmente la porta si aprì. (...) I mattoni erano scomparsi, come se non ci fossero mai stati. Da quel corridoio veniva un agghiacciante odore di stantìo: l'odore di qualcosa di molto vecchio e di molto lento."

Lì vivono il suo Altro Padre e la sua Altra Madre, in un mondo apparentemente simile al suo ma fondamentalmente diverso: i suoi Altri Genitori non hanno gli occhi, ma bottoni cuciti al loro posto. Superato lo shock iniziale, Coraline si rende conto di ritrovarsi nel mondo dei suoi sogni: i suoi genitori giocano con lei, il cibo è delizioso e la sua stanza è piena di giocattoli meravigliosi. Se volesse, potrebbe rimanere per sempre lì con loro, dovrebbe solo rinunciare ai suoi occhi e alla sua vecchia vita. C'è però qualcosa in questa perfezione che la spaventa e Coraline rifiuta. Tornata a casa, però, scopre che i suoi genitori sono stati intrappolati in uno specchio e per salvarli dovrà tornare all'Altra Casa e nelle grinfie della sua Altra Madre. Quel mondo perfetto diventerà allora luogo di terrore e incertezze. Neil Gaiman sembra volerci dire che la perfezione non è tutto e che dietro i sogni migliori possono sempre celarsi degli incubi. È quello che realizzerà Coraline, che farà di tutto per riprendersi la propria vita banale e piena di difetti.

La caratterizzazione di Coraline mi è piaciuta molto, è proprio azzeccata. Neil Gaiman dimostra di conoscere il mondo dei bambini, dandole tratti tipiche dell'infanzia, ma connota anche di caratteristiche più particolari e adulte. Interessanti anche i personaggi che la circondano, primo tra tutti il Gatto, che mi ha ricordato molto quello protagonista del romanzo Io sono un gatto, dello scrittore giapponese Natsume Soseki.

"Il gatto sbadigliò lentamente e con attenzione, rivelando una bocca e una lingua di un rosa sorprendente.
- I gatti non hanno nome - disse. 
- No? 
- No - disse il gatto. - Voi persone avete il nome. E questo perché non sapete chi siete. Noi sappiamo chi siamo, perciò il nome non ci serve."

Il romanzo forse pecca un po' per l'assenza di descrizioni dettagliate, ma l'autore riesce comunque a rendere molto bene l'atmosfera cupa e grigia dell'Altra Casa e a trasmettere quel senso di angoscia tipico delle favole gotiche. Aiutano anche le illustrazioni di G.K. Chesterton, veramente inquietanti, che riproducono soprattutto l'Altra Madre e Coraline.

In Coraline, così come in American Gods, la protagonista trova l'Altro nel quotidiano, che è forse la cosa più spaventosa in tutta la narrazione. In un distopico o in un fantasy la paura viene diluita dal fatto che si è coscienti dell'estraneità della narrazione, così lontana dal nostro mondo. In un libro come Coraline, in cui il Cattivo si cela dietro una parete del nostro salotto, ciò non avviene e il senso d'ansia ci arriva diretto e ci lascia senza fiato. Su questa atmosfera cupa spicca allora il coraggio di Coraline, il suo senso del pericolo un po' mancante e la sua forza di volontà, che sono il filo conduttore di questo romanzo.

Leggere Coraline è stata un'esperienza breve ma intensa, anche se non rientrerà tra i miei romanzi preferiti. Dopo Stardust e American Gods forse mi aspettavo di più, ma ciò non mi fermerà dal buttarmi a capofitto in altri suoi romanzi!



E voi cosa ne pensate? Avete letto questo libro?
Fatemi sapere lasciando un commento!
Buon fine settimana!

5 commenti:

  1. Ciao! Ho sentito parlare di Neil Gaiman ma non ho letto questo suo romanzo, tuttavia dopo aver letto la tua recensione, l'ho inserito in lista, mi incuriosisce molto ;)

    Ps. Mi sono appena iscritta ai tuoi lettori fissi, se ti va di passare sul mio blog, ti lascio il link: http://booksinkensingtongardens.blogspot.it/

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    1. Ciao! Se lo leggi, poi fammi sapere se ti piace :D

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  2. Complimenti per la recensione :) Direi che mi ci ritrovo abbastanza :)

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  3. Non l'ho mai letto e sinceramente non lo avrei nemmeno mai preso in considerazione però la tua recensione mi ha incuriosita perchè sembra una storia un po' diversa dal solito. Sicuramente recupererò Stardust perché se è la storia da cui è stato tratto il film deve essere ancora più magica letta su carta. A presto! :)

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  4. Questo libro a me non ha fatto impazzire, l'ho trovato un po' noioso:(
    Ps: mi sono iscritta volentieri tra i lettori fissi, se ti va di passare sul mio blog ti lascio il link http://aworldoffables.blogspot.it/?m=1
    Un abbraccio, e a presto!

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