Consigli di lettura: tre romanzi brevi | Che Weekend! #03

Buon pomeriggio lettori!

Come sta andando il vostro fine settimana? Spero siate sotto l'ombrellone in compagnia di un bel libro! L'agosto in città è insopportabile, ma ormai per me le vacanze sono belle che finite! Avevo preparato questo post ieri ma non sono riuscita a pubblicarlo per tempo, vabbè.
Appuntamento settimanale con Che Weekend! (che ho un po' trascurato ultimamente!) una rubrica con la quale voglio presentarvi novelle e romanzi brevi che potete terminare in un weekend!

Oggi vi vorrei parlare di tre brevi romanzi (beh, forse uno non è poi così breve) che mi hanno segnato molto. Sono tre libri di autori italiani, due di Paola Matrocola e uno di Fabio Geda, entrambi tra i miei autori italiani preferiti.
Ciò che accomuna questi tre libri, oltre alla piacevole cromaticità delle copertine, è la forza di volontà dei protagonisti, il senso dell'essere e dell'appartenenza.

Nel libro di Fabio Geda, tratto dalla storia vera di un ragazzo afghano fuggito dalla guerra e arrivato in Italia nella speranza di una vita migliore, conosciamo Enaiatollah, la sua forza di volontà e il suo gran cuore. Leggiamo della sua infanzia, dei suoi lavori, della strada, delle botte e della fame. Lo accompagniamo dall'Afghanistan, attraverso il Pakistan, l'Iran e tutto il continente fino a Roma. Fabio Geda e Enaiatollah ci presentano vividi i meccanismi del traffico di esseri umani, di persone spinte dallo stesso sogno: quello di una vita migliore. È un libro che tutti dovremmo leggere in un periodo come questo, che purtroppo ci sta facendo dimenticare che siamo tutti essere umani. Che si fugge e si cerca una vita altrove per colpa della guerra, delle persecuzioni, della miseria, dalla paura. E devo dire che questo libro mi ha un po' rincuorato: quella dipinta tra le pagine finali, è un'Italia che purtroppo spesso dimentichiamo esista, fatta di persone comune che decidono di esserci per chi ha bisogno.

"Come si fa a cambiare vita così, Enaiat? Una mattina. Un saluto.
Lo si fa e basta, Fabio. 
Una volta ho letto che la scelta di emigrare nasce dal bisogno di respirare. È così. E la speranza di una vita migliore è più forte di qualunque sentimento. Mia madre, ad esempio, ha deciso che sapermi in pericolo lontano da lei, ma in viaggio verso un futuro differente, era meglio che sapermi in pericolo vicino a lei, ma nel fango della paura di sempre."

In "Una barca nel bosco", di Paola Mastrocola, leggiamo invece la storia di Gaspare Torrente, figlio di pescatori del sud e arrivato a Torino per frequentare il liceo, l'università e avere un futuro migliore. Gaspare è completamente differente dai suoi compagni di classe, cresciuti con la playstation e tutte le comodità: si ritrova, da studente modello che era, a diventare un disadattato, isolato dai ragazzi della sua età. In questo romanzo di formazione, conosciamo l'adolescenza di un ragazzo che si ritrova a fare i conti con il distacco dalla sua terra e da tutto ciò che conosce, ad essere sconvolto e trasformato. Gaspare perde se stesso, vive interpretando il ruolo che gli è stato dato: si fa di tutto per essere accettati, intraprendendo strade che non siamo neanche sicuri di voler prendere. È l'adolescenza: non si sa chi si è, cosa si stia facendo, verso cosa si stia andando. Così è la vita di Gaspare, fin quando un alberello comprato ai tempi del liceo non gli ricorda chi è e gli permette di ritrovare se stesso. Solo nel finale sarà in grado di esprimere a pieno la propria personalità, senza giudicarsi e avere paura di essere giudicato.

"Anch'io avrei avuto bisogno di un buon drenaggio. 
Sono stato, in tutti questi anni di liceo, una pianta a cui dovevano drenare il terreno. Possibile che non si siano accorti che ingiallivo? Ingiallivo e mi marcivano le radici. Ma niente, hanno continuato a innaffiarci. Facile: porti ogni giorno la tua bella pompa e giù acqua. Tutti livellati a bagno nello stesso terreno intriso d'acqua da far paura: tutti belli marci. Ma tanto, chi le vede le radici?"

"Che animale sei?", della stessa autrice, è una fiaba moderna sul tema dell'identità. Ci accompagna attraverso il mondo animale, dai castori ai pipistrelli, dai fenicotteri alle talpe, presentandoci un vivido spicchio di umanità. Protagonista è una piccola anatra, senza nome e senza una famiglia, figlia di una pantofola a forma di topo. È piena di domande su se stessa e sul mondo che la circonda, dotata di una grande volontà e spirito di adattamento. Cercando se stessa, la accompagniamo tra le dighe dei castori e le riunioni dei pipistrelli, dai genitori adottivi fenicotteri e fidanzati farfalloni (in più di un senso!). Attraverso la metafora degli animali, Paola Mastrocola ci presenta temi come il tradimento e l'abbandono, l'amore e l'amicizia. È un libro che è metafora dell'esistenza, che può essere letto da adulti e bambini senza che perda minimamente di valore.

"Lei era un'anatra. Una pennutissima anatra.
Una cappa di piombo le scese sulle piume. Si sentì mille cose diverse, tra cui: stanca, scoperta, nuda, artificiale, stupida, ignota, insignificante…
Cosa mai significava "anatra"? Mai sentita una parola simile. E poi, significano qualcosa le parole? Nella vita lei era stata tante parole: pantofola, castoro, pipistrello… 
Ma questa volta sentiva che non era la stessa cosa. Adesso le dicevano: anatra, e questa volta sei sentiva dentro di sé che era… vero.
Fu tramortita dal vero."


Nel mare ci sono i coccodrilli, di Fabio Geda, (2010) Dalai Editore. 155 pagine.
Una barca nel bosco, di Paola Mastrocola, (2005) Guanda. 264 pagine.
Che animale sei?, di Paola Mastrocola, (2005) Guanda. 192 pagine.


Conoscete questi libri? Cosa ne pensate?
Fatemi sapere in un commento!

2 commenti:

  1. Ho sentito parlare molto bene de Nel mare ci sono i coccodrilli! Mentre non conoscevo Una barca nel bosco, ma mi ispira davvero tanto! ^^

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  2. Sono entrambi libri molto belli! "Una barca nel bosco" forse ha un inizio un po' lento, secondo me, ma non lasciarti scoraggiare! :P

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