mercoledì 27 luglio 2016

Recensione: L'equilibrista - Mary Calmes | Mercoledì M/M #01

Buon pomeriggio, lettori!

Come procede la vostra settimana? Io sono nuovamente sommersa dai libri (non quelli giusti, però!) e dalle scartoffie per una tesi di cui non riesco neanche a definire il tema. Ad alleggerire il tutto c'è il mio amato kindle, che mi sostiene nei momenti più bui, quando le librerie iniziano a chiudere per ferie e la biblioteca chiude per la pausa estiva.

Oggi vi porto (insieme a WWW Wednesday, che giuro di aggiornare!) una nuova recensione M/M. Dato che mi sto veramente appassionando al genere e sto divorando libri su libri (Eli Easton, do la colpa a te!) ho pensato di creare una nuova rubrica, Mercoledì M/M, in cui vi presento le nuove uscite M/M, recensisco qualcosa & all that shit.

Sì, sì, lo so. Sto esaurendo i giorni della settimana e i pochi appuntamenti settimanali che prometto li rispetto una volta sì e tre no. Abbiate pazienza, sono una blogger alle prime armi (e non credo neanche di potermi definire tale!).

Comunque, ho sentito sentito tanto tessere le lodi di Mary Calmes e ho colto l'occasione dell'uscita de L'equilibrista per leggere finalmente qualcosa di suo. È uscito il 26 luglio (sì, l'ho divorato) e lo potete trovare in formato eBook su amazon o sul sito della casa editrice (con uno sconto del 25% se lo acquistate entro stasera!).

La copertina mi ha attirato al libro come una falena ai lumi e non ho potuto fare a meno di rimanerne affascinata. È ispirata da questo dipinto di Steve Walker e, l'autrice scrive nella prefazione, è ciò che ha ispirato questa storia.

Se le premesse sono queste, L'equilibrista non poteva non essere che un libro fantastico (mi faccio suggestionare facilmente dall'arte). Come al solito, invece, quando ho le aspettative alle stelle, per una verso o per l'altro, ci rimango male.



Titolo: L'equilibrista
Autore: Mary Calmes
Editore: Dreamspinner Press
Anno: 2016

Rating: ★★★

Il quarantacinquenne professore d’inglese Nathan Qells sa come far sentire importanti tutti quelli che lo incontrano. Gli riesce meno bene, però, rimanere nei paraggi dopo. È una brava persona, ma non percepisce le cose come fanno gli altri. Ha passato molto tempo a prendersi cura di Michael, il ragazzo che abita alla porta accanto, senza rendersi conto che il mafioso e muscoloso zio e tutore di Michael, Andreo Fiore, si è lentamente innamorato di lui.
Fare in modo che Nate lo veda come un potenziale partner è forse il problema minore di Dreo. Sta crescendo il nipote e sta cercando di lasciare il suo losco lavoro e aprire un’attività in proprio, un progetto che si complica infinitamente quando dei sicari eliminano alcuni personaggi chiave della malavita. Eppure, Dreo è determinato a costruire una vita di cui andare fiero, una vita con Nate come fondamento, una vita che sta cominciando ad assomigliare esattamente a ciò che Nate sta cercando. Sfortunatamente per Dreo – e per Nate – i recenti omicidi fanno parte di una profonda riorganizzazione, e l’amore di Dreo ha trasformato Nate in un bersaglio.




La storia si apre su uno scorcio domenicale di due amici che pranzano insieme: lui è Nathan Qells, professore d'inglese all'università di Chicago, e lei è Melanie, la sua ex-moglie, sua migliore amica e madre di suo figlio. Il libro si apre su quella che è una vera e propria opera di convincimento da parte di Mel, un tentativo di convincere Nathan ad uscire con un suo ex alunno, Sean, di molto più piccolo di lui.

Già dalle prime pagine viene delineato il passato di Nathan e Melanie: lui gay, lei etero, un figlio inaspettato e un matrimonio lampo. L'autrice, attraverso le parole aspre di Melanie, descrive la vita di un uomo amato da tutti ma che non ha amato, non un amore romantico con la A maiuscola. E, Melanie accusa, è per questo che le sue relazioni sono tutte finite male. Lui crede di amare, se ne è convinto, ma quello che prova è solo un affetto profondo, un bisogno di prendersi cura di qualcuno.

Se dovessi descrivere Nate con una parola sola, sceglierei "padre". Nathan Qells è, prima di tutto, un padre ed è proprio un sentimento paterno, una necessità profonda di prendersi cura di chi ha bisogno, che lo porta ad avvicinarsi a Micheal, il nipote adolescente del suo dirimpettaio. Michael è andato a vivere dallo zio Andreo Fiore, detto Dreo, dopo la morte di sua madre, ma è più il tempo che passa con il professore che quello che passa con il suo enigmatico e (all'apparenza) spaventoso zio.

Nei quattro anni di conoscenza, Nate ha scambiato solo poche parole con Andreo, un ragazzone italo-americano di 28 anni, bodyguard di un boss mafioso. Dreo, dal canto suo, ha avuto invece tutto il tempo di innamorarsi e decidere di riprendere in mano le redini della sua esistenza e rimettersi in carreggiata, per Michael e Nate.

Tra il lavoro, i pensieri su Sean e i pomeriggi in compagnia di Michael, la vita di Nate scorre come al solito. O almeno fin quando non si ritrova invischiato negli affari della mafia italo-americana e si accorge di tenere ad Andreo più di quanto pensasse.

Devo dire di aver apprezzato tutti i personaggi della storia. Ognuno è caratterizzato a pieno, dall'assistente di Nate alla nonna di Michael. Nathan è un personaggio adorabile: è un uomo leale, fedele ai suoi principi e divertente. È difficile immaginare qualcuno che non soccomba al suo fascino e forse, però, proprio per questo ricade un po' nello stereotipo. La storia è narrata dal suo punto di vista e ciò ci permette di conoscerlo a fondo, vivendo con lui le sue emozioni. Non possiamo dire la stessa cosa per Dreo, che impariamo invece a conoscere attraverso le parole del nipote Michael e lo sguardo di Nate. Dreo è lo stereotipo (di nuovo!) del maschio italo-americano (ma senza baffi): un omone dolce e possessivo, per cui la famiglia è tutto. Nei suoi dialoghi si alternano l'inglese e l'italiano, e a volte ne emerge una timidezza e una fragilità che poco si addice al suo aspetto esteriore.

La storia è costruita bene, anche se speravo in un po' più d'azione. Pensavo ci si concentrasse di più sulle vicende di mafia e sicari e meno sulle serate d'opera. Tutto sommato la parte mafiosa viene tralasciata molto e trattata con una superficialità tipica, forse, di chi la mafia non ce l'ha in casa propria. Quel poco d'azione che c'è finisce per essere abbastanza prevedibile, quindi se volete avere i vostri tre minuti da Sherlock Holmes, accomodatevi pure. Nonostante ciò, è stata una lettura tutto sommato piacevole e, in alcuni tratti, significativa, soprattutto per merito di Michael, un ragazzino che ha sofferto troppo per la sua giovane età. Non guastano neanche i momenti hot, presenti e abbastanza calienti (non ci credo di aver appena utilizzato questo termine, ma eccomi qui).

Cos'è che non mi è piaciuto allora? Oltre la carenza di scene d'azione e delle vicende mafiose che la trama mi prometteva, devo dire che la velocità in cui i due protagonisti si sono innamorati mi ha abbastanza rovinato il libro. Apparentemente è un tratto ricorrente nei romanzi di Mary Calmes, ma a me proprio non va giù. L'amore istantaneo proprio non lo reggo, mi dispiace. L'#instalove che ieri non c'era e oggi e che fa tanto Guè Pequeno ft. Marracash per me è sempre un incentivo a bocciare un libro, per quanto bello possa essere. Di conseguenza, l'epilogo mi è sembrato un po' frettoloso, come se l'autrice volesse arrivare subito all'agognato happy ending e lasciarci sognanti. Il che funzionerebbe pure se siete fan del genere, ma, appunto, a me proprio non piace. Avrei apprezzato molto di più "L'equilibrista" se fosse stato il primo volume di una serie e avessimo avuto la possibilità di scoprire lentamente, insieme a Nathan, il suo amore per Dreo. E forse, per tutto quello che ci è stato detto riguardo i loro personaggi, è quello che si sarebbero meritati: una vera storia d'amore in cui ci si scopre lentamente e si cresce insieme.

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