sabato 9 luglio 2016

Recensione: Paranoid Park - Blake Nelson | Che Weekend! #02

Buon pomeriggio, lettori!

Come vanno le vostre letture estive? Io sto facendo la brava e sto leggendo, pianin pianino, lo ammetto, Shatter Me. C'è da dire però che ho comprato La Meccanica del cuore di Mathias Malzieu e lo sento chiamarmi dalla mia libreria. È dura resistere!

Appuntamento settimanale (sono riuscita ad aggiornare per due settimane di fila, whoop whoop!) con Che Weekend!, una rubrica con la quale voglio presentarvi novelle e romanzi brevi che potete terminare in un weekend!

Questo fine settimana vi presento Paranoid Park, di Blake Nelson. Un volumetto di poco più di 100 pagine che ti tiene col fiato sospeso, un breve romanzo psicologico da cui è stato anche tratto un film (qui il trailer).





Titolo: Paranoid Park
Autore: Blake Nelson
Editore: Rizzoli
Anno: 2007

Rating: ★★★½

Il protagonista-narratore di questo intenso romanzo è uno studente di 16 anni con la passione dello skateboard. Paranoid Park è il luogo dove si ritrovano i migliori skaters di Portland, in gran parte ragazzi di strada. Durante una bravata (salire di nascosto su un treno in corsa) un poliziotto sta per vibrare un tremendo colpo di manganello a un ragazzo: il protagonista lo colpisce con lo skateboard e il poliziotto viene travolto dal treno e ucciso. È stato un incidente, è stata legittima difesa, ma cosa è giusto fare? Il protagonista si tormenta, la sua vita va in frantumi, proprio mentre i genitori stanno affrontando un divorzio doloroso. Nelson esplora con finezza il disagio e l’asprezza dell’adolescenza, accompagnando il suo protagonista in un duro percorso di crescita.







"Beh, l'ultima settimana dell'estate, un giorno che eravamo in giro per Portland, Jared mi propose di andare a fare un salto al Paranoid Park. Io all'inizio non risposi nulla. Ne avevo sentito parlare, ovviamente, ma non avevo mai minimamente pensato di andarci. Ero convinto di non essere all'altezza, ma Jared, quando gli confessai che non mi sentivo pronto, scoppiò a ridere: «Nessuno è mai veramente pronto per il Paranoid Park». E così andammo. Io ero nervoso, ma allo stesso tempo su di giri. Skateare al Paranoid Park era un'esperienza unica. Roba da raccontare."

La storia è quella di Alex, un ragazzo di 16 anni, un adolescente come tanti: va a scuola, esce con gli amici, va in skateboard. Il tutto cercando di non pensare all'imminente divorzio dei genitori, al padre che se ne è andato di casa. È la storia di un adolescente che si ritrova costretto a crescere prima del tempo, a fare i conti con qualcosa più grande di lui.

Quando una sera va al Paranoid Park, una pista da skateboard illegale, lui e Scratch cercano di salire su un treno, ma vengono inseguiti e manganellati da un poliziotto. C'è una colluttazione e l'uomo cade, rimane impigliato su un vagone e muore sotto gli occhi sgomenti di Alex. Da quel momento inizia il calvario del ragazzo, una fuga sia fisica che ideale, cercando di disfarsi da un peso più grande del mondo.

"Come fare, però, a sopportare un peso del genere? Stringere i denti? Forse sì. Forse era proprio questa la vera prova di forza. Forse per dimostrare di essere uomini bisognava fare proprio così: tirare avanti nascondendo i più orribili segreti. Ecco perché certi adulti avevano un'aria ridicola. Non avevano mai dovuto sopportare un peso del genere. Non avevano mai sentito quella responsabilità. Non si erano sottoposti alla prova, non si erano dimostrati uomini: erano solo ragazzini travestiti da adulti."

La vicenda è narrata in prima persona da Alex, attraverso delle lettere che scrive per sfogarsi. Alex non ha nessuno con cui confidarsi: non i suoi genitori, troppo alle prese con il divorzio, nè il suo migliore amico Jared. Viene portato così in primo piano una tipica problematica adolescenziale: i ragazzi non hanno nessuno con cui parlare. Gli adulti tutti troppo presi da loro stessi e dai loro problemi: la disillusione e l'astio nei loro confronti si ritrova fino alle ultime pagine. L'unica che sembra essere vicina ad Alex è Macy, una ragazza che ha una cotta per lui e che abita nel suo stesso quartiere. Sarà lei a consigliargli di scrivere le lettere, per riversare sulla carta i suoi sentimenti e i suoi problemi.

Intanto stringe i denti e va avanti, decide di andare oltre, di lasciarsi alle spalle Paranoid Park e fingere che vada tutto bene. Fingerà di amare, fingerà di voler baciare, di voler fare l'amore. Fingerà finchè non si rende conto che niente va bene, che questo segreto lo sta logorando.

"Il problema dei segreti è proprio questo: ti fanno impazzire. Davvero. Ti isolano. Ti separano dalla tua tribù. E alla fine ti distruggono. A meno che tu non sia forte, fortissimo."

Solo scrivendo Alex riesce a lenire il suo dolore. Scrivendo le varie lettere, Alex troverà un interlocutore che lo ascolta e non lo giudica e ne verrà salvato. Nelle ultime pagine, dice che scrivere è come parlare al tuo migliore amico, solo che nessuno può interrompere e dirti che sei un idiota.

Paranoid Park offre uno spaccato molto vivido della vita adolescenziale ed è un romanzo molto reale. I personaggi sono costruiti egregiamente: sono ragazzi con passioni e sentimenti veri, che vivono con quel senso d'ansia tipico dell'adolescenza, quando il mondo è privo di zone grigie, ma è tutto bianco o nero.

Il senso d'ansia che viene trasmesso al lettore è immane e questo volumetto è, in fin dei conti, terribilmente angosciante. Nonostante ciò è una bella lettura sul coraggio di affrontare se stessi e i propri errori.

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