Recensione: Gridare amore dal centro del mondo - Kyoichi Katayama | Che Weekend! #01

Buonasera lettori!

Come sta andando questo primo weekend di luglio? Io sono già alla seconda doccia della giornata, quindi direi che potrebbe andare meglio, sul fronte afa.

Vorrei inaugurare una nuova rubrica settimanale, alla quale spero di trovare un nome carino entro la fine di questo post, con la quale voglio presentarvi di volta in volta delle letture brevi e indolori che potete terminare in un weekend. Proverò quindi a recensire settimanalmente novelle e romanzi brevi e presentarveli di sabato in sabato.

Questa settimana vi porto Gridare amore dal centro del mondo, un romanzo di Kyoichi Katayama, edito per Salani (e tradotto dalla mia professoressa di trattativa commerciale, scusate tanto). Da questo romanzo sono anche stati tratti un film, una serie tv, un manga e un remake coreano che, onestamente, non ho nè visto nè letto, perchè ho pianto una volta e mi è bastata.

Conoscete questo libro? Cosa ne pensate? Fatemi sapere lasciando un commento!





Titolo: Gridare amore dal centro del mondo
Autore: Kyoichi Katayama
Editore: Salani
Anno: 2006

Rating★★★½

Sakutaro sta andando in Australia, ma la sua non è una gita qualunque: porta con sé le ceneri di Aki, morta a soli diciassette anni di leucemia. L'Australia è la terra che Aki ha sempre sognato ed è là che lui disperderà le sue ceneri. Comincia così il racconto di Sakutaro, che rievoca il loro primo incontro, gli appuntamenti dopo la scuola, il lento e dolce avvicinamento tra i due ragazzi. E infine la malattia, il ricovero, la disperata fuga dall'ospedale... Da questo romanzo, grande successo in Giappone, Taiwan e Corea, sono stati tratti un film, una serie televisiva e dei manga.








La storia, breve ma veramente intensa, è quella di Sakutaro, detto Saku, in procinto di partire per l'Australia. Il suo non è un viaggio di piacere: sta partendo per esaudire l'ultimo desiderio di Aki, la sua findanzata, morta di una grave forma di leucemia a soli 17 anni. Le sue ceneri verranno sparse sul monte Uluru, che secondo una tradizione aborigena, sarebbe il centro del mondo. Durante il suo viaggio, Saku si immergerà nei ricordi, ripercorrendo, e noi con lui, la sua storia con Aki, dal loro primo incontro alla malattia.

Parallela alla storia di Sakutaro e Aki è la storia del nonno di Saku, che per tutta la vita ha amato una sola donna, che però non è riuscito a sposare, e con la quale si unirà solo dopo la morte.

"Giorni d'estate, notti d'inverno, dopo cent'anni, sarò da te"

L'amore tra il nonno di Saku e la donna viene presentato come puro, eterno, che neanche la morte può fermare. Ed è questo sentimento che trasmette un esempio ed un insegnamento profondo a Saku e ad Aki, che fa forza al ragazzo e lo rincuora, nella speranza di rivedere, in un futuro, la persona amata.

Vi avevo promesso una lettura breve e indolore, ma questa non lo è. Già dalle prime pagine il magone è alle stelle e il solo rileggere alcune righe mi ha fatto venire i brividi. 

È il racconto di una ragazza che se ne va troppo presto ed è il racconto di chi rimane. È il racconto di un primo amore interrotto troppo presto, un amore puro e assoluto che, in fondo, non può finire e non finisce. L'autore riesce a raccontare la morte senza esagerazione, con la tragicità del momento alleviata solo dalla speranza di essere di nuovo insieme un giorno. Riesci a sentire i sentimenti del protagonista sulla tua pelle già dalle prime pagine, che si aprono così:

"Stamattina quando ho aperto gli occhi piangevo. Come al solito. Di tristezza, forse, non so. È che i sentimenti non li ho più, li ho pianti insieme alle lacrime."

Alcuni passaggi potrebbero sembrare strane a chi non conosce la cultura giapponese: il rapporto tra i due che potrebbe sembrare un po' freddo, le tradizioni e le usanze funebri, i riferimenti al cibo. È comunque un libro che può essere apprezzato in qualunque caso, e in alcune parti ci sono note esplicative a piè di pagina.

È un libro che può sembrare banale e scontato, e la trama, diciamocelo, lo è. La vera bellezza del libro, secondo me, è nelle atmosfere suggestive di un Giappone provinciale e nel rapporto tra i due ragazzi, nelle manifestazioni d'affetto a noi forse un po' estranee. Il tutto è reso ancora migliore da una traduzione veramente bella, che, seriamente, professoressa, abbandoni la trattativa commerciale e continui a tradurre! Già dalle prime pagine questo libro ti strappa il cuore dal petto e lo usa a suo gradimento, trasformando il dolore del protagonista nel tuo dolore, con uno stile diretto e semplice. Seriamente, secondo me è molto difficile rendere in italiano sentimenti simili, soprattutto dal giapponese, un modo di esprimersi completamente diverso dal nostro. Una traduzione eccellente, per un libro straziante e dalla trama un po' scontata, ma che riesce comunque a trasmettere molto.

"Ecco cosa significa che lei non c'è più, cosa significa averla persa. Per me non c'è più niente da vedere. Nè in Australia, nè in Alaska, nè nel Mediterraneo, nè nell'Oceano Antartico. In qualsiasi parte del mondo io vada sarà sempre lo stesso. Per quanto maestoso possa essere un paesaggio, per quanto splendido un panorama, il mio cuore non si commuoverà e niente lo allieterà. Mi ha lasciato la persona che mi dava un motivo per guardare, conoscere, vivere: ormai Aki non è più al mio fianco.

È successo solo in quattro mesi, il tempo di una stagione. Troppo in fretta perchè una ragazza se ne vada per sempre. Una cosa irrilevante, rispetto ai sei miliardi di persone che popolano questo mondo. Ma qui non ci sono sei miliardi di persone, qui ci sono io, alle prese con una morte che da sola sta succhiando qualsiasi altra mia emozione. Ecco dove sono io. Io che non vedo, non sento e non provo più nulla. Ma ci sono realmente? E se non sono qui, allora dove sono?" 

2 commenti:

  1. Questo non lo conoscevo ma sembra davvero interessante, me lo segno subito! (E già che ci sono mi segno anche il remake coreano e il film!!!) :)

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    1. Non è molto conosciuto, rispetto ad altri libri giapponesi! Murakami e la Yoshimoto oscurano tutti gli altri autori, praticamente!

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