Recensione (GLBT Book Month): True Letters From a Fictional Life - Kenneth Logan

Buon pomeriggi, lettori!

Come va questo lunedì estivo? Qui nella conca non tira un filo d’aria e l’idea di uscire di casa per immergermi nell’afa mi uccide. Quasi quasi rimpiango i temporali estivi veneziani.

Mi sono resa conto che giugno sta finendo e non ho ancora recensito neanche mezzo libro LGBT, perché sono una persona orrenda che preferisce leggere sdraiata che starsene seduta a scrivere. Oggi mi tiro su le maniche e recensisco qualcosa, mi sono detta stamattina, quindi eccomi qui. Certo, ho procrastinato fino ad ora, ma meglio tardi che mai. D’altronde questo blog l’ho creato per condividere le mie opinioni (non richieste) sui libri che leggo, tanto vale iniziare a darle.





Titolo: True Letters From a Fictional Life
Autore: Kenneth Logan
Editore: HarperTeen (non edito in Italia)
Anno: 2016

Rating★★★★★

Puoi chiedere a chiunque: James Liddell, atleta, studente decente e ragazzo della tenera Theresa, è un tipo felice, divertente e senza un pensiero per la testa.
Ma le lettere che riempiono cassetti della sua scrivania raccontano un'altra storia: James ce la sta mettendo tutta, ma non è innamorato di Theresa. Invece c'è un ragazzo al quale non può smettere di pensare.
James si sente intrappolato, tenuto in gabbia dalle bugie che ha raccontato ai suoi genitori e ai suoi compagni di squadra, e non sa come uscirne. È destinato ad una vita di menzogne o di verità?






Ho iniziato a leggere questo libro senza aver capito nulla della trama, lo ammetto: mi era completamente sfuggita la parte in cui James era un adolescente e non un uomo in procinto di sposarsi. Nella mia testa era una storia completamente diversa e mi sembrava un grande spunto per un romanzo: James, 30 anni o giù di lì, convive con Theresa, che sta per sposare, ma in realtà si accorge di provare dei sentimenti per un altro uomo e si sfoga scrivendo lettere. E io, a libro chiuso, già mi chiedevo se alla fine James sarebbe riuscito a rivelare i suoi veri sentimenti alla futura moglie o avrebbe vissuto una vita in the closet. Immaginate il mio stupore quando, pagina uno, scopro che James ha 17 anni. Lì per lì ci sono rimasta male, vi dirò: pensavo si sarebbe rivelata l’ennesima storia di coming out adolescenziale. Pagina due, già mi ricredevo.

La storia, ambientata in una piccola città del Vermont, è quella di James: ha 17 anni, gioca nella squadra di calcio del liceo, ha amici con cui bere e fare scommesse stupide e una ragazza con cui divertirsi. Se solo non fosse per la cotta che ha per uno dei suoi amici, per la paura costante di essere scoperto, per il senso di colpa per le sue azioni, per il senso di colpa per essere "sbagliato". E per le lettere che scrive a chiunque debba dire qualcosa e che tiene gelosamente nascoste in camera sua. La storia di James è la storia di una vita che è una bugia, ma non sua. È una bugia che gli è stata affidata dalle aspettative della società, da una società che vuole una famiglia tradizionale, composta da un uomo, una donna e 1.3 bambini. E questo libro racconta il tentativo di James di vivere questa menzogna, di correggersi, di riuscire a diventare un uomo con una donna e 1.3 bambini al seguito.

Le lettere che James scrive sono l'unico sfogo che può dare a dei sentimenti di cui non sa cosa fare, perchè lui sa che dovrebbero piacergli le ragazze, perchè è quello che gli è stato detto fin da bambino. Fin dall'asilo, scrive in una lettera, sei bombardato di messaggi, sei spinto a fare quello che la società ritiene giusto: se sei uomo, ti piacciono le donne, non puoi altrimenti. Sono lettere quelle di James che fanno riflettere, fanno capire il peso che viene posto sulle spalle dei bambini, un peso di cui non ti accorgi fin quando non ne sei quasi schiacciato.
Quella raccontata da Kenneth Logan è una delle più belle storie di coming out che io abbia letto, perchè non è banale e soprattutto è reale. Non tutti sanno accettare, non tutti accolgono a braccia aperte il proprio figlio gay: purtroppo c'è anche chi discrimina, chi picchia fino a far sanguinare e chi sbatte le porte in faccia ai propri figli. Spesso in questi libri è tutto rose e fiori, il protagonista fatica ad accettare se stesso ma è circondato da persone che sanno accettare, ma nella realtà non è sempre il caso. Ho apprezzato moltissimo la verosimiglianza di questo libro, che molto spesso in questo genere di YA è lasciata in secondo piano in favore dell'happy ending. Ha descritto il mondo adolescenziale con la consapevolezza di qualcuno che l'ha vissuto (a differenza di alcuni autori italiani), che sa quali sono, o almeno sa immaginare, i ragionamenti di un diciassettenne.
Mi è piaciuto moltissimo il personaggio di James, con tutti i suoi strati e una profondità che mi ha ricordato molto Aristotele e Dante. È un personaggio con molte colpe, ma con un grande cuore e con buone intenzioni: alla fine si può capire cosa l'ha spinto ad agire come ha agito. Possiamo riconoscere dove ha sbagliato, ma anche perchè ha sbagliato, vedendo e riconoscendo tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare.

2 commenti:

  1. Sono così felice di aver trovato questo libroo, è fantastico! L'ho subito aggiunto alla mia wish list e.e

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    1. Ciao! Se lo leggi, fammi sapere se ti piace :)

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