giovedì 30 giugno 2016

Wrap Up di Giugno

Buonasera lettori!

State sopravvivendo al caldo? Io arranco malamente e stamattina ho anche scoperto che l'unico lido fresco in questa città (ossia, la biblioteca) ha l'aria condizionata rotta da settimane. Se questo non si merita un #mainagioia, non saprei cosa se lo meriti. Tra l'altro non avevano neanche il libro che stavo cercando, #mainagioia al quadrato. Guardando il lato positivo delle cose, io e le mie amiche stiamo organizzando una settimana in Grecia e i prezzi non sono così proibitivi come immaginavo. Certo, dobbiamo sbrigarci perchè è già luglio e come minimo domani mi sveglio ed è già settembre!

È già luglio, vi rendete conto? Che ansia. Tra una cosa e l'altra, questo mese è proprio volato! È quindi ora per il recap mensile, che come al solito mi ritrovo a scrivere all'ultimo minuto possibile. Si, si, sono una procrastinatrice seriale in ogni aspetto della mia vita.
Nonostante gli esami, il trasloco e la generale morte apparante sono stata molto produttiva questo mese, anche perchè era il GLBT Book Month e gli Young Adult LGBT e la letteratura M/M sono la mia guilty pleasure. Ho seriamente comprato troppi libri.



Cosa non ho letto! Ho letto qualcosa come 6 ebook e 1 cartaceo. C'era una volta in cui criticavo gli ebook, ma ora posso passare da un libro all'altro nel cuore della notte senza dover aspettare che la feltrinelli apra, ma che gran cosa!


Il libro che mi è piaciuto di più è stato True Letters from a Fictional Life di Kenneth Logan, che ho recensito qui. È uscito negli USA a inizio giugno e spero lo traducano presto in italiano. È una delle storie di coming out più belle che io abbia letto e ho apprezzato moltissimo la verosimiglianza della narrazione. Troppo spesso la cruda realtà passa in secondo piano a favore dell'happy ending e invece è proprio il caso si aprire gli occhi e vedere le cose per come sono.

Altro libro che era nella mia TBR di giugno e che mi ha piacevolmente sorpreso è Simon VS The Homo Sapiens Agenda, di Becky Albertalli. Un altro Young Adult, davvero dolce, su una storia di coming out. Ho amato troppo Simon Blue e mi è dispiaciuto un po' doverli salutare.

Su consiglio di Siannalyn ho letto Fidanzato di Scorta, di River Jaymes, edito in Italia per Triskell Edizioni. Ho amato talmente tanto questo libro che ci sono rimasta un po' male quando ho visto che non c'era un sequel. È la storia di un amore nato per caso e di un fidanzato per finta, che poi finisce per diventare qualcosa di più. È una lettura davvero emozionante, e sono arrivata all'ultima pagina davvero contenta per i protagonisti del libro. Prossimamente lo recensirò, perchè dovete sapere.


Altro libro che recensirò e che ho adorato, è Wolfsong, di T.J. Klune, uscito il 20 giugno negli USA. Dire che mi è piaciuto è dire poco: è una storia di lupi mannari e magie ed è costruita talmente bene che vorrei piangere. È la storia di un amore in ogni senso possibile della parola: di un amore famigliare, di un amore fraterno, di amicizia e di amore romantico.

Ho letto anche Fedeltà e Fiducia, di Tere Michaels edito per Triskell Edizioni. È il primo volume di una serie che temo finirò prima dell'estate. È un libro emozionante: è la storia di un uomo, padre di 4 figli, che torna a vivere dopo la morte della moglie, e del suo compagno, che altro non vuole nella vita che prendersi cura di lui e di quello squadrone di esseri umani che lui ha creato.


Passando a letture più leggere, letture da ombrelloneNot know why di Hannah Johnson mi ha fatto ridere fino alle lacrime poi in alcuni punti mi ha preso il cuore e lo ha calpestato. Non sono mai stata una fan del flusso di coscienza, ma quello del protagonista vale la pena leggerlo. Mi ha ricordato molto il personaggio di Stiles in Teen Wolf e me stessa, nel modo di pensare: forse ho riso tanto perchè sapevo che le mie reazioni e pensieri sarebbero stati molto simili a quelli del protagonista.

Ero molto emozionata per Rook & Izzy di Cary Attwell, e invece devo dire che mi ha un po' deluso. Tutto sommato non è stata una lettura spiacevole, ma mi aspettavo qualcosa di più. C'era molto potenziale: insomma, è la storia di un angelo e di un demone che cercano di evitare l'apocalisse! Invece, in alla fine, mi ha lasciato con un po' di insoddisfazione e l'amaro in bocca.


Potete trovare i cinque libri che mi sono riproposta di leggere quest'estate qui.


La prima lettura per il mese di luglio sarà, però, Shatter Me, di Tahereh Mafi, che devo leggere per la Lega dei Lettori 2.0. Nel sondaggio mensile avevo votato un altro libro, ma anche questo mi incuriosisce molto! Non è un libro al quale mi sarei avvicinata di mia volontà, ma tutti ne parlano bene e alla fine non sembra male, quindi non vedo l'ora di iniziarlo!

Ultimo arrivato nella mia TBR è poi Anya e il suo fantasma, una graphic novel di Vera Brosgol. Non leggo spesso graphic novel ed è un peccato, però a volte i prezzi sono veramente proibitivi!
Come è stato il vostro giugno? Quali sono le vostre letture per il prossimo mese? Fatemi sapere lasciando un commento!

lunedì 27 giugno 2016

Recensione (GLBT Book Month): True Letters From a Fictional Life - Kenneth Logan

Buon pomeriggi, lettori!

Come va questo lunedì estivo? Qui nella conca non tira un filo d’aria e l’idea di uscire di casa per immergermi nell’afa mi uccide. Quasi quasi rimpiango i temporali estivi veneziani.

Mi sono resa conto che giugno sta finendo e non ho ancora recensito neanche mezzo libro LGBT, perché sono una persona orrenda che preferisce leggere sdraiata che starsene seduta a scrivere. Oggi mi tiro su le maniche e recensisco qualcosa, mi sono detta stamattina, quindi eccomi qui. Certo, ho procrastinato fino ad ora, ma meglio tardi che mai. D’altronde questo blog l’ho creato per condividere le mie opinioni (non richieste) sui libri che leggo, tanto vale iniziare a darle.





Titolo: True Letters From a Fictional Life
Autore: Kenneth Logan
Editore: HarperTeen (non edito in Italia)
Anno: 2016

Rating★★★★★

Puoi chiedere a chiunque: James Liddell, atleta, studente decente e ragazzo della tenera Theresa, è un tipo felice, divertente e senza un pensiero per la testa.
Ma le lettere che riempiono cassetti della sua scrivania raccontano un'altra storia: James ce la sta mettendo tutta, ma non è innamorato di Theresa. Invece c'è un ragazzo al quale non può smettere di pensare.
James si sente intrappolato, tenuto in gabbia dalle bugie che ha raccontato ai suoi genitori e ai suoi compagni di squadra, e non sa come uscirne. È destinato ad una vita di menzogne o di verità?






Ho iniziato a leggere questo libro senza aver capito nulla della trama, lo ammetto: mi era completamente sfuggita la parte in cui James era un adolescente e non un uomo in procinto di sposarsi. Nella mia testa era una storia completamente diversa e mi sembrava un grande spunto per un romanzo: James, 30 anni o giù di lì, convive con Theresa, che sta per sposare, ma in realtà si accorge di provare dei sentimenti per un altro uomo e si sfoga scrivendo lettere. E io, a libro chiuso, già mi chiedevo se alla fine James sarebbe riuscito a rivelare i suoi veri sentimenti alla futura moglie o avrebbe vissuto una vita in the closet. Immaginate il mio stupore quando, pagina uno, scopro che James ha 17 anni. Lì per lì ci sono rimasta male, vi dirò: pensavo si sarebbe rivelata l’ennesima storia di coming out adolescenziale. Pagina due, già mi ricredevo.

La storia, ambientata in una piccola città del Vermont, è quella di James: ha 17 anni, gioca nella squadra di calcio del liceo, ha amici con cui bere e fare scommesse stupide e una ragazza con cui divertirsi. Se solo non fosse per la cotta che ha per uno dei suoi amici, per la paura costante di essere scoperto, per il senso di colpa per le sue azioni, per il senso di colpa per essere "sbagliato". E per le lettere che scrive a chiunque debba dire qualcosa e che tiene gelosamente nascoste in camera sua. La storia di James è la storia di una vita che è una bugia, ma non sua. È una bugia che gli è stata affidata dalle aspettative della società, da una società che vuole una famiglia tradizionale, composta da un uomo, una donna e 1.3 bambini. E questo libro racconta il tentativo di James di vivere questa menzogna, di correggersi, di riuscire a diventare un uomo con una donna e 1.3 bambini al seguito.

Le lettere che James scrive sono l'unico sfogo che può dare a dei sentimenti di cui non sa cosa fare, perchè lui sa che dovrebbero piacergli le ragazze, perchè è quello che gli è stato detto fin da bambino. Fin dall'asilo, scrive in una lettera, sei bombardato di messaggi, sei spinto a fare quello che la società ritiene giusto: se sei uomo, ti piacciono le donne, non puoi altrimenti. Sono lettere quelle di James che fanno riflettere, fanno capire il peso che viene posto sulle spalle dei bambini, un peso di cui non ti accorgi fin quando non ne sei quasi schiacciato.
Quella raccontata da Kenneth Logan è una delle più belle storie di coming out che io abbia letto, perchè non è banale e soprattutto è reale. Non tutti sanno accettare, non tutti accolgono a braccia aperte il proprio figlio gay: purtroppo c'è anche chi discrimina, chi picchia fino a far sanguinare e chi sbatte le porte in faccia ai propri figli. Spesso in questi libri è tutto rose e fiori, il protagonista fatica ad accettare se stesso ma è circondato da persone che sanno accettare, ma nella realtà non è sempre il caso. Ho apprezzato moltissimo la verosimiglianza di questo libro, che molto spesso in questo genere di YA è lasciata in secondo piano in favore dell'happy ending. Ha descritto il mondo adolescenziale con la consapevolezza di qualcuno che l'ha vissuto (a differenza di alcuni autori italiani), che sa quali sono, o almeno sa immaginare, i ragionamenti di un diciassettenne.
Mi è piaciuto moltissimo il personaggio di James, con tutti i suoi strati e una profondità che mi ha ricordato molto Aristotele e Dante. È un personaggio con molte colpe, ma con un grande cuore e con buone intenzioni: alla fine si può capire cosa l'ha spinto ad agire come ha agito. Possiamo riconoscere dove ha sbagliato, ma anche perchè ha sbagliato, vedendo e riconoscendo tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare.

domenica 26 giugno 2016

Harry Potter Book Tag

Buon pomeriggio, lettori!

Fa un caldo infernale e la sola idea di dovermi muovere mi uccide. Fortunatamente, girovagando su blogger ho trovato un tag su Harry Potter e l'ho spudoratamente rubato da La Biblioteca della Ele! Insomma, so come passare la prossima oretta, nell'attesa che torni l'inverno o che almeno arrivi la sera.

Non taggo nessuno in particolare, non so quanti Potterhead ci sono tra i miei lettori (ho dei lettori, vi rendete conto?), ma chiunque voglia farlo è libero di scopiazzare le domande! Se vi va lasciatemi il link ai vostri post nei commenti e potremmo struggerci insieme per le morti ingiuste nella saga!




1 - Quando e come hai conosciuto Harry e il suo mondo? 
Sono una fan vecchia, l'ho seguito dalle origini, con le edizioni Salani ancora in lire. Li leggeva una mia amichetta delle elementari e poi me li prestava. Mi ha accompagnato mio nonno a vedere il primo film, non mi ricordo neanche quanti anni avevo, ma il cinema ha chiuso qualche anno fa. Oddio, mi sento vecchia, che ansia.


Grazie, professor Lupin.


2 - In che ordine hai letto i libri?
Nell'ordine giusto? Cioè, dal primo all'ultimo. Potrei aver riletto il terzo libro una quantità imbarazzante di volte, ma questo è solo tra me e la mia libreria.



3 – Qual è il tuo libro preferito? Quello che non ti è piaciuto?
Come si può dedurre dalla risposta precedente, il terzo! Amo alla follia Sirius Black e il giorno in cui supererò la sua morte, sarà un grande giorno. In realtà non c'è un libro che non mi sia piaciuto, ma forse quello che mi è piaciuto di meno è L'ordine della Fenice? Non lo so, in realtà.



sabato 25 giugno 2016

#5CoseChe - Cinque libri che vorrei leggere quest'estate

Buongiorno lettori!

Si, si, lo so, sono stata un po' assente. Ma tra gli esami (che sono finiti, tante lacrime di gioia), il trasloco e una gita a Trieste, che mi ha portato una bella ustione da muratore, non ho avuto molto tempo di leggere. Questi ultimi giorni, poi, sono stati un'epopea che è culminata ieri in un lungo viaggio della speranza, grazie anche all'appoggio di Trenitalia, che si scusa per il disagio. Venezia-Roma in 4 ore (che vabbè, poteva andare peggio), 3 regionali cancellati e 4 ore a Termini in mezzo all'afa, un Intercity fermo in stazione per più di un'ora senza aria condizionata, perchè, beh, pretendi pure l'aria condizionata? E finalmente, finalmente, sono arrivata a casa, con un principio di disidratazione e di isteria. Insomma, io volevo postare ieri, ma poi sono morta e resuscitata solo un'ora fa, quindi eccomi qui. Facciamo finta che oggi sia venerdì e io sia in orario.

Quindi, buon venerdì a tutti (reggetemi il gioco)! Il tema della rubrica #5CoseChe di oggi è cinque libri che vorrei leggere quest'estate. Di solito, in estate, mi tuffo nella lettura di thriller e gialli, perchè mi danno un'idea di fresco, ma quest'anno cercherò di variare.

Quali sono le vostre letture estive? Fatemi sapere lasciando un commento!

cinque libri che vorrei leggere quest'estate

#5CoseChe è una rubrica settimanale ideata dal blog Twins Books Lovers, che propone una lista di cinque cose, che siano libri, film, serie tv ecc.


1. Incubo, di Dorn Wulf.
È da quando è uscito che faccio gli occhi dolci a questo libro, quindi direi che è ora di leggerlo. Avevo adocchiato anche La psichiatra, dello stesso autore, ma poi la notte vorrei anche dormire.


Titolo: Incubo
Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio
Anno: 2016

Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d'auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso ma, da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l'indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra. Oscuro, inquietante, avvolgente, Incubo è il nuovo psicothriller di Wulf Dorn.




2. Sole di Mezzanotte, di Jo Nesbo
Ho letto recensioni abbastanza negative su questo libro, che apparentemente è all'altezza del Jo Nesbo di Harry Hole. Però di solito a me Jo Nesbo piace anche quando abbandona Harry Hole, quindi non mi preoccupo più di tanto.


Titolo: Sole di Mezzanotte
Autore: Jo Nesbo
Editore: Einaudi
Anno: 2016

Dice di chiamarsi Ulf, e cerca un posto dove nascondersi. Cosí ha viaggiato per 1800 chilometri su treni e autobus fino a un paesino sperduto, nell'estremo nord della Norvegia. Aveva dei buoni motivi per tradire il Pescatore, il signore della droga con cui lavorava a Oslo, ma ora ha i suoi sicari alle calcagna. Inutile continuare a scappare. A Kåsund, almeno, ha trovato un capanno da caccia, una donna quasi bella e un ragazzino che non vedeva l'ora di parlare con un forestiero. Non dovrà attendere a lungo per scoprire se, anche per uno come lui, è possibile una redenzione. Oppure se davvero la speranza non è altro che un'invenzione del diavolo.





3. Furore, di John Steinbeck
Non ho mai letto Furore, di cui ho l'edizione inglese edita da Penguin. Mi ci ero cimentata qualche anno fa ma l'ho abbandonata dopo qualche pagina. Ritento quest'anno con l'edizione del 2013 di Bompiani. E se volete leggerlo anche voi, accompagnate alla lettura The Ghost Of Tom Joad di Bruce Springsteen.


Titolo: Furore
Autore: John Steinbeck
Editore: Bompiani
Anno: 2013

Pietra miliare della letteratura americana, "Furore" è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e coraggiosamente proposto in Italia da Valentino Bompiani l'anno seguente. Il libro fu perseguitato dalla censura fascista e solo ora, dopo più di 70 anni, vede la luce la prima edizione integrale, nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni, che restituisce finalmente ai lettori la forza e la modernità della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962. Nell'odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un'intera nazione. L'impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria "come un marchio d'infamia". Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell'uomo contro l'ingiustizia, "Furore" è forse il più americano dei classici americani, da leggere oggi in tutta la sua bellezza.



4. Shadowhunters - Città di Ossa, di Cassandra Clare
Altro libro che non ho mai letto ma che è nella mia TBR da eoni. Tutti parlano benissimo di questa saga, ho adorato il telefilm, e se finisse per non piacermi, ci rimarrei malissimo.


Titolo: Shadowhunters - Città di Ossa
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Anno: 2013

La sera in cui la quindicenne Clary e il suo migliore amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, sanno che passeranno una nottata particolare ma certo non fino a questo punto. I due assistono a un efferato assassinio a opera di un gruppo di ragazzi completamente tatuati e armati fino ai denti. Quella sera Clary, senza saperlo, ha visto per la prima volta gli Shadowhunters, guerrieri, invisibili ai più, che combattono per liberare la Terra dai demoni. In meno di ventiquattro ore da quell'incontro la sua vita cambia radicalmente. Sua madre scompare nel nulla, lei viene attaccata da un demone e il suo destino sembra fatalmente intrecciato a quello dei giovani guerrieri. Per Clary inizia un'affannosa ricerca, un'avventura dalle tinte dark che la costringerà a mettere in discussione la sua grande amicizia con Simon, ma che le farà conoscere l'amore.



5. La Moglie del Califfo, Renée Ahdieh
Altro libro di cui ho letto recensioni molto positive e che mi incuriosisce molto!


Titolo: La moglie del Califfo
Autore: Renée Ahdieh
Editore: Newton Compton Editori 
Anno: 2016

Al calar del sole sul regno di Khalid, spietato califfo diciottenne del Khorasan, la morte fa visita a una famiglia della zona. Ogni notte, infatti, il giovane tiranno si unisce in matrimonio con una ragazza del luogo e poi la fa uccidere dopo aver consumato le nozze, prima che arrivi il nuovo giorno. Ecco perché tutti restano sorpresi quando la sedicenne Shahrzad si offre volontaria per andare in sposa a Khalid. In realtà, ha un astuto piano per spezzare quest'angosciosa catena di terrore, restando in vita e vendicando la morte della sua migliore amica e di tante altre fanciulle sacrificate ai capricci del califfo. La sua intelligenza e forza di volontà la porteranno a superare la notte, ma pian piano anche lei cadrà in trappola finirà per innamorarsi proprio di Khalid, che in realtà è molto diverso da come appare ai suoi sudditi. E Shahrzad scoprirà anche che la tragica sorte delle ragazze non è stata voluta dal principe. Per lei ora è fondamentale svelare la vera ragione del loro assurdo sacrificio per interrompere una volta per tutte questo ciclo che sembra inarrestabile.

mercoledì 15 giugno 2016

WWW Wednesday #6

Buon pomeriggio, lettori!

Un altro mercoledì, un altro appuntamento con WWW Wednesday! Come procedono le vostre letture? Intanto che pensate a come rispondere, vi tedierò con le mie. Non ringraziatemi, lo faccio per bontà di cuore.


WWW Wednesday è una rubrica del mercoledì nata sul blog Should Be Reading e che vuole riportare le nostre letture, presenti e future.

Ho letto molto in questi giorni, forse anche troppo, considerando esami e impegni vari. Però giugno è il mese della letteratura LGBT e forse sono stata un po' troppo zelante nel voler leggere e recensire. Da notare che il numero delle recensioni di libri LGBT è, a oggi, zero. Ma ho ancora 15 giorni prima di luglio, sono ancora in tempo!


Beh, se avete letto il mio post di ieri, saprete già che sto leggendo Rook & Izzy di Cary Attwell, uscito negli USA a maggio. Sì, sì, lo so, un altro libro in inglese. Ma sentite, avevo adorato questa autrice con The Other Guy, non potevo perdermi questo suo nuovo libro, non quando parla di magie, apocalisse, angeli e demoni. Non potevo! E comunque, vi dirò, mi scoccia moltissimo dover tradurre la trama dei libri in inglese, quindi ci dividiamo la scocciatura con un bel fifty-fifty. Voi vi beccate i libri in inglese, e io mi becco il dover tradurre. 
Comunque, per il momento mi sta piacendo molto, spero non mi deluda più in là!



Titolo: Rook & Izzy
Autore: Cary Attwell
Editore: Non edito in Italia
Anno: 2016

Un antico artefatto viene ritrovato in una vecchia casa in Inghilterra. Secondo una profezia tanto vaga quanto irritante, chiunque lo ricomponga, darà il via all'Apocalisse.

I Piani Alti affidano ad Ezechias, un angelo ancora in addestramento, il compito di ritrovarlo ed evitare la fine del mondo. Intanto, però, Rook viene incaricato di fermare l'angelo, usando ogni mezzo necessario.

In ogni caso, l'Apocalisse è vicina, e se Ezechias e Rook finiscono per essere troppo presi l'uno dall'altro... Beh, ormai il genere umano è esistito a lungo, no?





Come ho già detto, ho letto un bel po', e tutto è stato a tema LGBT. E tutto è stato in inglese. Nelle ultime due settimane ho letto Know Not Why di Hannah Johnson, Simon VS The Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli e True Letters from a Fictional Life di Kenneth Logan, e mi sono piaciuti molto tutti e tre! Know Not Why mi ha fatto morire dalle risate, ma i libri di Becky Albertalli e Kenneth Logan sono stati più profondi rispetto a Know Not Why, che è carino, sì, ma tutto sommato una lettura molto leggera.



Beh, prima di tutto voglio finire Half Wild e vedere se riesco a riprendere Red Rising (ma che persona orrenda sono?). Tuttavia conosco il mio pollo, (i.e. il mio cervello) e so bene che potrei iniziare altro. Voglio anche passare in alcune librerie dell'usato a Venezia, quindi chissà. C'è anche da tenere in conto che venerdì andrò alla Mondadori e che, da qualche giorno, ho messo gli occhi su una graphic novel francese. Ho sentito opinioni molto positive, ma il fatto che l'epilogo sia, quoto il sito della Feltrinelli, intensamente tragico mi preoccupa un po'. Già, sono una di quelle persone che ancora non ha letto Io e Marley perchè alla fine Marley muore.


Titolo: Il blu è un colore caldo
Autore: Julie Maroh
Editore: Rizzoli
Anno: 2013

Il primo sguardo tra due persone destinate a innamorarsi può essere un evento sconvolgente: una scossa destinata a far tremare le fondamenta di una vita banale, un'esplosione di colore che ravviva un mondo altrimenti grigio. E quello che accade a Adèle, 15 anni, in un pomeriggio qualsiasi, quando una macchia di colore si fa strada verso di lei tra la folla: una testa dai capelli tinti di blu, un paio d'occhi dello stesso colore che per i mesi a venire invaderanno, notte dopo notte, ogni suo sogno. Eppure, la storia di Adèle non è solo una storia d'amore. È una storia di vergogna, di negazione, di rabbia, di insicurezza: perché il nome della sua ossessione è Emma, e in un mondo intriso di pregiudizi vivere la propria omosessualità alla luce del sole può provocare fratture emotive insanabili, e deviare per sempre il corso di un'esistenza fino a un epilogo insensatamente tragico.

martedì 14 giugno 2016

GLBT Book Month: Estratto di The Other Guy - Cary Attwell

Buon pomeriggio lettori!

Come è iniziata la vostra settimana? I miei vicini di casa stanno trapanando incessantemente da ieri, quindi posso dire di aver visto inizi di settimana migliori.

A tirarmi su di morale è stata la scoperta di un nuovo libro di Cary Attwell, Rook & Izzy, uscito in America lo scorso maggio. Parla di profezie, antichi artefatti e di angeli e demoni che si amano e, manco a dirlo, è finito subito in wishlist (e per finito in wishlist intendo dire che comprerò l'ebook appena finisco di scrivere questo post).

Di Cary Attwell non c'è ancora niente tradotto in italiano, anche perchè ha scritto solo due libri fino ad ora: "Rook & Izzy" e "The Other Guy".

Scrive in un modo molto semplice e diretto e riesce sempre a far sorridere. Nel suo The Other Guy parlava di identità sessuale e coming out, ma lo ha fatto in un modo leggero e mai banale. Seguo il suo blog su livejournal e anche nei suoi post sembra una persona con le idee ben chiare su certi argomenti, un'autrice, insomma, che non scrive di certe cose perchè sa che vendono. Poi sembra simpatica, il che non guasta mai: non solo è una fan di Dan e Phil e usa reaction gifs di Spongebob, ma nella sezione "About Me" del suo profilo, c'è una sezione About You con scritto "your hair looks fabulous today". Ma grazie, che carina.

Vi lascio con un estratto (tradotto da me, siate clementi!) delle prime pagine di The Other Guy. E se volete cimentarvi in una lettura in inglese a tema LGBT, ve lo consiglio!



Titolo: The Other Guy
Autore: Cary Attwell
Editore: Inedito in Italia
Anno: 2012


Emory James è consapevole di non essere una persona molto interessante. Cauto, riservato, stoico… Questi sono invece aggettivi che gli si addicono e che suonano alle sue orecchie come saluti di vecchi amici. Comunque, interessante o meno, sopravvive. O almeno sopravvive finchè non viene lasciato all’altare. Decide allora di partire per quella che sarebbe dovuta essere la sua luna di miele in Tailandia, dove spera di poter fingere di essere una persona migliore almeno per un po’. 
Lì incontra Nate e, lentamente, Emory smette di fingere.





Fermatemi se avete già sentito questa storia. 

La coraggiosa eroina cammina seducente al braccio di un tipo qualunque. La sua mano sinistra adornata di un diamante.


I preparativi per il matrimonio proseguono senza intoppi, lui assecondando ogni suo capriccio e lei convinta che ciò derivi da un problema genetico del dna maschile, problema che le donne devono saper ignorare.

Nel frattempo, entra in scena il suo vero amore, un uomo che, ad un certo punto della sua esistenza le ha probabilmente spezzato il cuore e che spende la maggior parte del suo tempo sullo schermo ad essere esageratamente figo e bastardo.
Ma poi, per qualche ragione, Esageratamente-Figo-E-Bastardo si rende conto che ciò che conta veramente è l'amore sincero di una donna (cioè La-Coraggiosa-Eroina) e che per lei è disposto a cambiare, stando insieme finchè morte non li separi.

E noi tifiamo tutti per loro, che finalmente si rendano conto che sono fatti l'uno per l'altra, perchè sono indescrivibilmente belli insieme e poi L'Altro non è sulla locandina del film, quindi si sa già che è destinato a finire in secondo piano intorno al diciottesimo minuto.

E anche perchè, essendo cresciuti a pane, vissero-felici-e-contenti e popcorn al burro, coviamo dentro di noi quell'illusione che, in fin dei conti, quel ragazzo esageratamente figo e bastardo non sia altro che Esageratamente Figo e Bastardo ma con un Cuore d'Oro. (I popcorn al burro vanno menzionati perchè si dice possano contenere sostanze che causano demenza, ma questo sarà per un'altra storia, una in cui ci sarà con un Neurologo Esageratamente Figo).

Alla fine, dopo una serie di imprevisti, incomprensioni e almeno una scena di un ballo/in un karaoke/o in un bagno, il film culmina con Esageratamente-Figo-E-Bastardo che corre in chiesa per impedire il matrimonio. Prende un microfono e inizia a parlare con il cuore in mano, La-Coraggiosa-Eroina ha gli occhi pieni di lacrime, ed ecco che, mano nella mano, camminano verso il tramonto, verso quella che possiamo solo assumere sarà una vita piena di teneri battibecchi e sesso sfrenato.

Fine.

No, in realtà no. Non per L'Altro, la cui unica colpa è l'avere un minimo di buon senso e di decenza che gli impedisce di irrompere nei matrimoni altrui e andarsene con promesse spose altrui. Questo, e il fatto di non riuscire a farsi crescere un minimo di barba.


Cosa ti rimane da fare, allora, quando sei tu L'Altro? Quando ti lasciano all'altare, con un centinaio tra amici e famigliari allibiti che ti guardano a bocca aperta?

Fuggire?

Beh, l'avrei pure fatto, ma il servizio di catering non mi avrebbe mai rimborsato.
"Oh beh," mi sento dire ai presenti. Si sentiva ancora l'eco delle porte chiudersi alle spalle della mia ex fidanzata e di quel bastardo del suo nuovo fidanzato. "Al ricevimento ci sarà un buffet".

sabato 11 giugno 2016

Recensione: Half Bad - Sally Green

Buonasera lettori!

Come procede il vostro fine settimana? Qui a Venezia non si è ancora capito se siamo a giugno o a novembre, e ai temporali pomeridiani alterniamo azzurri cieli serali. Poi, tempo dieci minuti, e grandina.

Mi sono finalmente decisa a recensire Half Bad. In realtà volevo aspettare di finire almeno il secondo volume della trilogia, ma dato che l’ho momentaneamente (parola chiave!) accantonato, eccomi qui. Quando ho finito di leggere Half Bad non ho aspettato neanche 10 minuti prima di buttarmi a capofitto in Half Wild, quindi, ecco, pensavo sarebbero dovuti andare insieme anche nelle recensioni.



Titolo: Half Bad
Autore: Sally Green
Anno: 2014
Editore: Rizzoli

Rating: ★★★★

La magia esiste, ed è spaccata da una guerra millenaria. Appartenere a un fronte definisce il ruolo di ciascuno nel mondo, garantisce compagni e alleanze; ma soprattutto decide chi sono i nemici, che vanno giustiziati senza rimorso. Nathan vive in una zona grigia: figlio di una maga Bianca e dell'Oscuro più terribile mai esistito, cresce nella famiglia materna, evitato da tutti, vessato dalla sorellastra, perseguitato dal Concilio che non si fida di lui e anno dopo anno ne limita la libertà, fino a rinchiuderlo in una gabbia. La stessa guerra che divide il mondo della magia si combatte nel cuore di Nathan, in perenne bilico tra le due facce della sua anima, che davanti alla dolcezza di Annalise vorrebbe essere tutta Bianca, e invece per reagire alle angherie si fa pericolosamente Nera. Ma è difficile restare aggrappato alla tua metà Bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, della ragazza di cui ti sei innamorato, e forse nemmeno di te stesso.




Mi sono avvicinata a questa trilogia (Half Life) leggendo Carry On di Rainbow Rowell, che ha scatenato in me un ritrovato amore per le storie di magia. La trama mi aveva incuriosito molto e non mi ha deluso. Devo ammettere che l’inizio è stato un po’ ostico (la seconda persona proprio non mi va giù) e ci sono state alcune parti un po’ lente, ma, tra alti e bassi, direi che mi è piaciuto.

La storia è ambientata in una Londra magica (perché sempre Londra, poi?), divisa tra Incanti Bianchi e Incanti Neri, rispettivamente i maghi buoni e i maghi cattivi. I maghi non hanno poteri fino a 17 anni, quando, con la cerimonia del dono, riceveranno il loro potere dalla famiglia. Il protagonista è Nathan, né bianco, né nero: Nathan è l’unico Mezzo Codice al mondo, figlio del più potente Incanto Nero (a cui ho giurato amore eterno, sono un caso perso, lo so) e di una Incanto Bianco, e per questo odiato da tutti, in primis da sua sorella Jessica. Ma nella sua famiglia ci sono anche la nonna, suo fratello Aaran e sua sorella Deborah, che, invece, lo difendono e sostengono. Anche Annalise, sua compagna di classe e Incanto Bianco, sembra essere dalla sua parte, e Nathan finisce per innamorarsene. Per vederla si troverà ad andare incontro a mille pericoli, primo tra tutti, la famiglia stessa di Annalise. La faccenda però si complica quando vengono scoperti e con il Consiglio che continua a prendere provvedimenti contro i Mezzo Codice, la situazione gli sfuggirà completamente di mano. A questo punto, neanche l’amore della sua famiglia potrà aiutarlo.

Il libro si apre con l’immagine di Nathan in gabbia, con una seconda persona tanto ostica, quanto potente. Leggendo è come se ti trovassi tu stesso incatenato in gabbia, come se fossi tu stesso a patire le ingiustizie descritte. Il volume è quasi per intero incentrato sui soprusi subiti da Nathan e l’azione vera e propria si può dire inizi solo verso la fine. Diciamo che ho visto questo primo volume un po’ come un prologo sfuggito di mano, il che vi può far capire perché mi sia gettata subito nella lettura di Half Wild dopo neanche 10 minuti aver finito questo libro.

La vicenda di Half Bad si basa sul capovolgimento dell’associazione bene e male ai colori bianco e nero. Gli Incanti Bianchi sono veramente i buoni? È impossibile non domandarselo mentre si legge delle crudeltà a cui viene sottoposto Nathan: solo perché il fine delle loro azioni è quello di evitare che gli Incanti Neri facciano del male ai Profani, le persone non magiche, si può dire che siano giustificati? La mia opinione, è ovviamente no. Le azioni dei Bianchi, per quanto possano sembrare giustificabili, non possono non essere giudicate brutali e dittatoriali.

Uno dei temi che troviamo in Half Bad è quello del pregiudizio: sentiamo la necessità di catalogare sempre ogni cosa, bianchi o neri, buoni o cattivi, senza invece soffermarsi su ciò che è veramente importante, l’individuo. Nathan per tutta la sua vita è stato giudicato in quanto figlio di Marcus e, in quanto tale, una minaccia. Si ritrova incastrato in questa tela di pregiudizi e macchinazioni e non si può fare a meno di provare empatia nei confronti di questo ragazzo che cresce senza sapere chi sia. Non solo non c’è in lui un senso di appartenenza, né bianco, né nero, ma c’è una continua lotta tra ciò che sa di essere e ciò che la società vuole che lui sia. Quando il suo corpo inizia a manifestarsi come quello di un Incanto Nero è spaventato e si attacca alle parole di sua nonna “Sarai mezzo nero, ma sei anche mezzo bianco”. L’idea che essere bianco significa essere buono è posta su di lui da sempre, e nel momento in cui inizia a dover fare i conti con un corpo da Nero è spaesato.

«Mi sta succedendo, Arran. Lo sento. Sono un Incanto Nero.»
«È il tuo corpo, non tu. Il vero te non ha niente a che fare con un Incanto Nero. Hai qualche gene di Marcus in te e qualche gene di Saba. Ma questa è solo una cosa fisica. E non sono le cose fisiche, i geni, il Dono, che fanno di una persona un Incanto Nero. Devi crederci. Conta come pensi e come ti comporti. Non sei malvagio, Nathan. Niente in te è malvagio. Avrai un Dono potente – ne siamo tutti convinti – ma sarà il modo in cui lo usi a dimostrare se sei buono o cattivo.»
Quasi gli credo. Non mi sento cattivo, ma ho paura. Il mio corpo fa cose che non capisco e non so cos’altro combinerà. Sembra che abbia una volontà sua e mi spinga per un sentiero che devo seguire, portandomi fuori da me, costringendomi a lasciare la mia vecchia vita. E i rumori nella mia testa… anche loro sembrano portarmi via dalle altre persone.
Tutte le volte che Jessica diceva che ero mezzo Nero, la nonna rispondeva “Anche mezzo Bianco”. E io ho sempre pensato che i geni di mia madre e di mio padre si mischiassero nel mio corpo, ma ora credo che il corpo sia di mio padre e lo spirito di mia madre. Forse Arran ha ragione, il mio spirito non è malvagio, ma devo affrontare un corpo che fa cose strane.


Nathan, quando poi sarà sopraffatto dalla brutalità del Consiglio, dalla crudeltà dei bianchi, accetterà allora il suo essere nero. Ma essere neri significa veramente essere cattivi? Marcus, indubbiamente, non ha la fedina penale pulita, ma la fiducia cieca e l’ammirazione che Nathan ha verso questo padre che non ha mai incontrato, influenza un po’ anche il lettore. O almeno, io non ho potuto fare a meno di essere d’accordo con Nathan: Marcus lo pensa sempre. Il che porta a chiedersi: gli Incanti Neri sono veramente incapaci di amare?
Mi è piaciuta l’idea di base della trama: non Incanti Bianchi contro Incanti Neri, ma odio contro meno odio? Dire amore mi sembra dire troppo. Ho apprezzato molto la rottura nel canone Buono-Cattivo associato ai colori bianco e nero che permette all’autrice di sottolineare l’importanza di soffermarsi sull’individuo e non sul gruppo. Questo poi è un tratto che si sviluppa egregiamente (ma come parlo forbito, oggi?) in Half Wild, e sinceramente è una delle cose che mi sta piacendo di più del secondo volume della trilogia. Manco a dirlo allora, mi è piaciuta la leggerezza con cui ha affrontato temi potenti, senza mai renderli banali. È un libro che senz’altro fa riflettere e il fatto che il target di lettori sia da 13 anni in su è una gran cosa, perché una coscienza morale forse è il caso di svilupparla fin da ragazzini.
Non mi è piaciuto l’uso della narrazione in seconda persona e i continui salti tra seconda e prima persona, presente e passato. L’inizio è stato abbastanza ostico anche per quello e in alcuni tratti la narrazione è un po’ lenta.

Poi a volte avrei preso Nathan per i capelli e gli avrei sfranto la testa contro il muro, ma quello è un mio problema e non è, di per sé, una pecca del libro.


venerdì 10 giugno 2016

#5coseche - i cinque peggiori film tratti da libri

Buon pomeriggio e buon venerdì lettori!

Il fine settimana è finalmente arrivato, un altro esame è andato e mi manca solo informatica prima di potermi dedicare anima e corpo all'ozio! Tra un ozio e l'altro, programmo pure di leggere e recensire qualcosa, ma non prometto nulla.

Intanto ho accantonato per un momento Half Wild di Sally Green per leggermi qualcosa a tema LGBT. Mi sono letta in due giorni Know Not Why di Hannah Johnson e nei prossimi giorni credo metterò su la recensione! Mi è piaciuto davvero tanto anche se la fine mi ha lasciato un po' così. Vabbè, ma ve ne parlerò poi. Ieri sera ho iniziato Simon VS The Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli, ma ho letto solo qualche pagina e ancora non mi sono fatta un'idea precisa.

E voi cosa state leggendo in questo periodo?

Ma bando alle ciance! Come ogni (più o meno, all'incirca, forse in un universo parallelo a questo) venerdì, ecco qua la rubrica #5CoseChe! Il tema di oggi è "i cinque peggiori film tratti da libri" e diciamo che la scelta non è stata difficile.

i 5 peggiori film tratti da libri

#5CoseChe è una rubrica settimanale ideata dal blog Twins Books Lovers, che propone una lista di cinque cose, che siano libri, film, serie tv ecc.


1. Dorian Gray, di Oliver Parker (2009)
Tratto da Il ritratto di Dorian Gray, Oscar Wilde.



Allora, premetto che ho visto questo film quando avevo la veneranda età di 16 anni, quando il mondo è orribile e tu sei solo un'adolescente arrabbiata. Ergo, questo film mi aveva fatto imbestialire.

Alla faccia della reinterpretazione di un libro, praticamente con Dorian Gray aveva in comune solo il nome. La maggior parte del film si basa sugli incontri di Dorian con il gentil sesso (e con Basil?!?) e la storia in generale viene trattata in modo molto superficiale. Mi è piaciuta invece l'ambientazione e mi ricordo di aver "trovato figa" (ah, l'adolescenza) la scena finale con i dipinti, ma, dato che ora l'ho rimossa dalla memoria, forse alla fine non era stata questo granchè.


2. The Host, di Andrew Niccol (2013)
Tratto da L'ospite, di Stephenie Meyer.



Ai suoi tempi, ho adorato la saga di Twilight, ma dopo averla riletta e rivista, ho decretato che, sotto ogni punto di vista, ha fatto un po' pena. L'ospite, invece, è veramente una lettura piacevole e aveva tanto potenziale dal punto di vista cinematografico. Se non fosse che hanno tagliato tutte le mie scene preferite e il cast mi fa venire voglia di sdraiarmi sulle rotaie. Dire che mi ero immaginata i personaggi in modo differente è dire poco e, soprattutto, Jake Abel nei panni di Ian mi fa venire da piangere.

Ho fatto vedere questo film a una delle mie coinquiline qualche settimana fa e ovviamente lei era #TeamJared, perchè ha degli occhi e, voglio dire, Max Irons. Io, manco a dirlo, #TeamIan tutta la vita.


3. The Help, di Tate Taylor (2012)
Tratto da The Help di Kathryn Stockett.




Altro film per cui avevo le aspettative alle stelle, e che invece. È questo il problema con il vedere film tratti da libri che hai amato, non saranno mai all'altezza delle tue aspettative.

In realtà non posso dire che non mi sia piaciuto, solo che la storia è ridotta al minimo necessario e alcuni particolari, secondo me importanti, sono stati totalmente ignorati. Erano anche particolari molto importanti! Particolari che cambiano la storia!

Comunque, a parte ciò il cast qui è fantastico, con Emma Stone e Viola Davis, che adoro, e tutto sommato è un bel film. Però, ecco, il libro è meglio.


4. Maze Runner - Il labirinto di Wes Ball (2014)
Tratto da Il labirinto di James Dashner.




Premetto di aver letto il libro solo perchè sapevo sarebbe dovuto uscire il film, e che in questo film ci sarebbe statp Dylan O'Brien di cui mi ero innamorata con il suo Stiles in Teen Wolf. Quindi era un mio dovere morale di fan leggere il libro, apprezzarlo, vedere il film e amarlo. E il libro l'ho divorato nel giro di qualche giorno, ma poi qualcosa è andato storto e, ok, Dylan O'Brien è un bravissimo attore per avere solo poco più di 20 anni, ma il film proprio non mi è piaciuto.

Sono riuscita a finirlo solo perchè ero bloccata in un aereo per 13 ore e non avevo altre via di fuga, se non un bingewatching selvaggio di Grey's Anatomy.

5. Harry Potter e I doni della morte, di David Yates (2010)
Tratto da Harry Potter e I doni della morte di J.K. Rowling



Non so neanche da dove iniziare, quindi concludo con un "semplicemente NO".
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