sabato 16 aprile 2016

Recensione: Raven Boys - Blue Lily, Lily Blue

Buon pomeriggio, lettori!
Come state passando il fine settimana? Qui a Venezia c'è un bel sole caldo ed è un giorno perfetto per starsene a casa a studiare.
Cosa state leggendo? Io ho iniziato Red Rising, ma ha un inizio molto lento ed è veramente dura continuare. Poi è scritto in prima persona, il che non mi aiuta.

Oggi vi porto la recensione del terzo volume della saga The Raven Cycle che ho letteralmente divorato nel giro di tre giorni. Sono rimasta indietro con ogni serie tv possibile, il che vi può far capire la mia dedizione a questo libro. 





Titolo: Blue Lily, Lily Blue
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: /
Anno: /

Sognare è pericoloso, ma è ancora più pericoloso svegliarsi.
Blue Sargent ha trovato varie cose: amici di cui fidarsi ciecamente, un gruppo a cui appartenere. Ma il problema del trovare cose, è che si possono sempre perdere. 
Gli amici possono tradirti.
Le madri possono scomparire
Le visioni possono ingannare.
Le certezze possono venire meno.






Se ho apprezzato il primo e amato il secondo, questo terzo volume, in una scala che va da “unghie sulla lavagna” a “la mia OTP è finalmente canon”, lo collocherei su un “domani non c’è lezione e posso dormire”. Che è un livello decisamente alto, dal mio punto di vista. Ho anche apprezzato un po’ di più Blue, il che è tutto dire.

Allora, avevamo lasciato il secondo volume con Ronan che dichiarava amore eterno ad Adam—no, forse mi sto confondendo con una fanfiction. Ricomincio. Allora, avevamo lasciato il secondo volume con il signor Grey (ho appena realizzato la triste omonimia con il Grey di 50 sfumature di grigio) che realizzava che il Greywaren non fosse altro che Ronan e si lincenziava da Greenmantle, tornandosene ad Henrietta nell’illusione di una vita tranquilla. Avevamo lasciato Ronan a Cabeswater con suo fratello e sua madre, finalmente sveglia, Gansey alle prese con i suoi sentimenti nascenti per Blue, Adam a confrontarsi con le sue scelte fino a diventare un tutt’uno con Cabeswater e Blue ad essere Blue e generalmente ad irritarmi con la sua semplice esistenza.

In questo terzo volume, Blue Lily Lily Blue, chiaramente, la protagonista (e stavolta la si può veramente chiamare così) è Blue. Si ritrova a fare i conti con la scomparsa di sua madre, andatasene di casa lasciando un semplice biglietto – “Cabeswater è sottoterra, ed io con lui”. Un biglietto che voleva essere spiritoso e che era inteso per riderci sopra quando Maura sarebbe tornata quella sera, come da lei previsto. La sua gita sottoterra invece si protrae più del previsto e si ritrova in una grotta a Cabeswater dove il tempo sembra non esistere, dove ci sono cose che non devono essere svegliate. Tutto il terzo volume si intreccia intorno ad una visione, una profezia: in quella grotta a Cabeswater ci sono tre entità, una delle quali va svegliata, mentre l’altra va lasciata dormire. È compito dei ragazzi svegliarne una e di Maura di far sì che l’altra non venga svegliata. “E la terza entità?”, vi chiederete voi. Della terza non si parla, finchè i Raven Boys +1 non se la ritrovano letteralmente tra i piedi, finendo per svegliare la terza entità, quella che nessuno nomina. È un passaggio che lascia con il fiato sospeso, tutto fa pensare che stiano per svegliare Glandower, tanto che mi sono chiesa “e di cosa si parla nel quarto libro?”. E invece.

Antagonista di questo terzo libro è Greenmantle, ex-datore di lavoro del signor Grey. Non può neanche veramente definirsi un vero “cattivo”, è più un codardo con il pallino per un particolare tipo di collezionismo. È un personaggio costruito molto bene ma che non si può proprio apprezzare, non ha alcuna qualità che possa redimerlo.

In Blue Lily, Lily Blue molto spazio è ovviamente dedicato a Blue e posso dire con una certa gioia che non mi è stata molto sulle palle, anzi. Mi fa addirittura pensare che magari potrei arrivare ad apprezzare il suo personaggio in The Raven King (che esce tra 10 giorni, whoop whoop). Certo che dopo un libro praticamente solo su Ronan, il passaggio è stato duro, ma sono sopravvissuta. Mi piace come si sta costruendo il rapporto di lei con Gansey, non è una cosa forzata come mi sarei aspettata. Inutile dire che sto apprezzando molto anche gli sviluppi della relazione tra Ronan e Adam e vorrei vedere molti più passaggi su di loro nel quarto volume! Ronan si apre sempre più con lui, non tanto con le parole, ma con i gesti: arriva a portarlo nella casa dove è cresciuto, a fargli vedere a cosa sta lavorando, e se questa non è cieca fiducia non so cosa sia. Adam è cosciente di tutto ciò e non ne sembra minimamente disturbato. Inoltre, il suo personaggio subisce una vera e propria evoluzione, e nonostante le paranoie che si fa, si vede come stia crescendo e mi auguro che la Stiefvater lo tratti bene in The Raven King.

Come negli altri volumi, anche Blue Lily, Lily Blue è pieno di colpi di scena, sia belli, sia brutti: purtroppo dobbiamo salutare un personaggio, ma noi lettori di A song of Ice and Fire fingiamo di essere forti e tiriamo avanti. Non ci resta che vedere quali altri colpi di scena la Stiefvater ci porterà nell’ultimo libro della saga. Come morirà Gansey? Riusciranno a svegliare Glandower e chiedergli di salvarlo? E, last but not least, Ronan e Adam si metteranno insieme?


Inutile dire che non vedo l’ora di poter rispondere a queste domande! E voi? Cosa pensate di questa saga?

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