sabato 16 aprile 2016

Recensione: Raven Boys - Blue Lily, Lily Blue

Buon pomeriggio, lettori!
Come state passando il fine settimana? Qui a Venezia c'è un bel sole caldo ed è un giorno perfetto per starsene a casa a studiare.
Cosa state leggendo? Io ho iniziato Red Rising, ma ha un inizio molto lento ed è veramente dura continuare. Poi è scritto in prima persona, il che non mi aiuta.

Oggi vi porto la recensione del terzo volume della saga The Raven Cycle che ho letteralmente divorato nel giro di tre giorni. Sono rimasta indietro con ogni serie tv possibile, il che vi può far capire la mia dedizione a questo libro. 





Titolo: Blue Lily, Lily Blue
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: /
Anno: /

Sognare è pericoloso, ma è ancora più pericoloso svegliarsi.
Blue Sargent ha trovato varie cose: amici di cui fidarsi ciecamente, un gruppo a cui appartenere. Ma il problema del trovare cose, è che si possono sempre perdere. 
Gli amici possono tradirti.
Le madri possono scomparire
Le visioni possono ingannare.
Le certezze possono venire meno.






Se ho apprezzato il primo e amato il secondo, questo terzo volume, in una scala che va da “unghie sulla lavagna” a “la mia OTP è finalmente canon”, lo collocherei su un “domani non c’è lezione e posso dormire”. Che è un livello decisamente alto, dal mio punto di vista. Ho anche apprezzato un po’ di più Blue, il che è tutto dire.

Allora, avevamo lasciato il secondo volume con Ronan che dichiarava amore eterno ad Adam—no, forse mi sto confondendo con una fanfiction. Ricomincio. Allora, avevamo lasciato il secondo volume con il signor Grey (ho appena realizzato la triste omonimia con il Grey di 50 sfumature di grigio) che realizzava che il Greywaren non fosse altro che Ronan e si lincenziava da Greenmantle, tornandosene ad Henrietta nell’illusione di una vita tranquilla. Avevamo lasciato Ronan a Cabeswater con suo fratello e sua madre, finalmente sveglia, Gansey alle prese con i suoi sentimenti nascenti per Blue, Adam a confrontarsi con le sue scelte fino a diventare un tutt’uno con Cabeswater e Blue ad essere Blue e generalmente ad irritarmi con la sua semplice esistenza.

In questo terzo volume, Blue Lily Lily Blue, chiaramente, la protagonista (e stavolta la si può veramente chiamare così) è Blue. Si ritrova a fare i conti con la scomparsa di sua madre, andatasene di casa lasciando un semplice biglietto – “Cabeswater è sottoterra, ed io con lui”. Un biglietto che voleva essere spiritoso e che era inteso per riderci sopra quando Maura sarebbe tornata quella sera, come da lei previsto. La sua gita sottoterra invece si protrae più del previsto e si ritrova in una grotta a Cabeswater dove il tempo sembra non esistere, dove ci sono cose che non devono essere svegliate. Tutto il terzo volume si intreccia intorno ad una visione, una profezia: in quella grotta a Cabeswater ci sono tre entità, una delle quali va svegliata, mentre l’altra va lasciata dormire. È compito dei ragazzi svegliarne una e di Maura di far sì che l’altra non venga svegliata. “E la terza entità?”, vi chiederete voi. Della terza non si parla, finchè i Raven Boys +1 non se la ritrovano letteralmente tra i piedi, finendo per svegliare la terza entità, quella che nessuno nomina. È un passaggio che lascia con il fiato sospeso, tutto fa pensare che stiano per svegliare Glandower, tanto che mi sono chiesa “e di cosa si parla nel quarto libro?”. E invece.

Antagonista di questo terzo libro è Greenmantle, ex-datore di lavoro del signor Grey. Non può neanche veramente definirsi un vero “cattivo”, è più un codardo con il pallino per un particolare tipo di collezionismo. È un personaggio costruito molto bene ma che non si può proprio apprezzare, non ha alcuna qualità che possa redimerlo.

In Blue Lily, Lily Blue molto spazio è ovviamente dedicato a Blue e posso dire con una certa gioia che non mi è stata molto sulle palle, anzi. Mi fa addirittura pensare che magari potrei arrivare ad apprezzare il suo personaggio in The Raven King (che esce tra 10 giorni, whoop whoop). Certo che dopo un libro praticamente solo su Ronan, il passaggio è stato duro, ma sono sopravvissuta. Mi piace come si sta costruendo il rapporto di lei con Gansey, non è una cosa forzata come mi sarei aspettata. Inutile dire che sto apprezzando molto anche gli sviluppi della relazione tra Ronan e Adam e vorrei vedere molti più passaggi su di loro nel quarto volume! Ronan si apre sempre più con lui, non tanto con le parole, ma con i gesti: arriva a portarlo nella casa dove è cresciuto, a fargli vedere a cosa sta lavorando, e se questa non è cieca fiducia non so cosa sia. Adam è cosciente di tutto ciò e non ne sembra minimamente disturbato. Inoltre, il suo personaggio subisce una vera e propria evoluzione, e nonostante le paranoie che si fa, si vede come stia crescendo e mi auguro che la Stiefvater lo tratti bene in The Raven King.

Come negli altri volumi, anche Blue Lily, Lily Blue è pieno di colpi di scena, sia belli, sia brutti: purtroppo dobbiamo salutare un personaggio, ma noi lettori di A song of Ice and Fire fingiamo di essere forti e tiriamo avanti. Non ci resta che vedere quali altri colpi di scena la Stiefvater ci porterà nell’ultimo libro della saga. Come morirà Gansey? Riusciranno a svegliare Glandower e chiedergli di salvarlo? E, last but not least, Ronan e Adam si metteranno insieme?


Inutile dire che non vedo l’ora di poter rispondere a queste domande! E voi? Cosa pensate di questa saga?

mercoledì 13 aprile 2016

WWW Wednesday #2

Buonasera lettori!
La settimana scorsa ho saltato la rubrica del mercoledì perchè non ero andata avanti con le mie letture, ma questa settimana eccomi qui!
Oggi sono molto su di giri perchè mi è arrivata una bella notizia! La settimana passata ho fatto domanda per uno scambio interdipartimento con la mia università per studiare un semestre in Giappone e mi hanno preso! Sono al settimo cielo e non vedo l'ora di partire~ Il che non vuol dire che da domani non avrò un ansia logorante, ma sono al settimo cielo comunque! Anzi, mi rimangio tutto. La mia ansia logorante è già presente e si sta lentamente palesando come dubbio infernale: ho mandato veramente l'email di conferma? (Sì.) Ma soprattutto, sarà arrivata? O si sarà persa nell'etere delle mail del sistema? Saranno tutte domande interessantissime da analizzare durante questa mia prossima notte insonne.
Ma bando alle ciance, ecco le mie ultime letture!


WWW Wednesday è una rubrica del mercoledì nata sul blog Should Be Reading e che vuole riportare le nostre letture, presenti e future.


What are you currently reading?

Devo dire che sono stata molto indecisa al riguardo. Ho molti libri che voglio leggere e alla fine la top three si riduceva a Red Rising, di Pierce Brown, Wolf, di Ryan Graudin. Mi attirava molto anche l'idea di iniziare la saga di Shadowhunters, con il primo volume di The Mortal Instruments. In un momento di pura onestà ammetto di non aver mai letto questa serie, perchè quando è uscita ero troppo impegnata ad essere un'adolescente emo e alternativa (ah, che brutti ricordi). Alla fine ho optato per Red Rising, un po' perchè ho l'ebook da eoni, un po' perchè se inizio una saga poi non posso smettere finchè non l'ho finita, e con l'avvicinarsi degli esami non mi sembrava una buona idea.

Titolo: Red Rising - Il canto proibito
Autore: Pierce Brown
Editore: Mondadori
Anno: 2016

La Terra sta morendo. Darrow è un red, un minatore all'interno di Marte. La sua missione è quella di estrarre un numero sufficiente di elementi preziosi affinchè un giorno si possa domare la superficie del pianeta e permettere agli esseri umani di vivere su di esso. I Reds sono l'ultima speranza dell'umanità. O almeno così sembra, fino al giorno in cui Darrow scopre che è tutta una bugia. Che Marte è stato abitabile - e abitato - da generazioni, da una classe di persone che si fanno chiamare gli ori. Una classe di persone che vedono Darrow e i suoi compagni come degli schiavi da sfruttare e far lavorare fino alla morte senza pensarci due volte. Fino al giorno in cui Darrow, con l'aiuto di un misterioso gruppo di ribelli, si traveste da oro e si infiltra alla loro scuola di comando, intento a smontare i suoi oppressori dall'interno. Ma la scuola comando è un campo di battaglia - e Darrow non è l'unico studente con un ordine del giorno. 



What did you recently finish reading?

Sono finalmente in pari con le uscite della saga Raven Boys e aspetto con ansia l'uscita del terzo libro, perchè dai, con un finale del genere. Blue mi è anche stata meno sulle palle in questo volume, sono in pace con me stessa. Mi sono appena resa conto, tra l'altro, che in Italia deve ancora uscire il terzo volume, ooops. Ormai leggo solo in inglese e rimango spesso indietro con le uscite di casa nostra. Anche perchè, quando mi interesso, scopro che The Knife Of Never Letting Go (di Patrick Ness) è stato tradotto come Il Buco Nel Rumore e piango sangue.

Titolo: Blue Lily, Lily Blue
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: /
Anno: /

Sognare è pericoloso, ma è ancora più pericoloso svegliarsi.
Blue Sargent ha trovato varie cose: amici di cui fidarsi ciecamente, un gruppo a cui appartenere. Ma il problema del trovare cose, è che si possono sempre perdere. Gli amici possono tradirti, le madri possono scomparire, le visioni possono ingannare e le certezze possono venire meno.





What do you think you will read next?

Vorrei riuscire a non iniziare a leggere la saga di Shadowhunters prima delle vacanze estive, ma non prometto niente. Sì, lo so che è solo aprile, ma qui le cose vanno programmate in anticipo, o la sessione estiva va a farsi friggere. Quindi, direi che le mie prossime letture potrebbero essere He Forgot to Say Goodbye di Benjamin Alire Saenz (che ho amato con Aristotele e Dante) oppure A Darker Shade of Magic di V.E. Schwab. Nessuno dei due è edito in Italia, perchè siamo delle persone orribili e perchè così mi tocca tradurre la trama (che palle).

Titolo: He Forgot to Say Goodbye
Autore: Benjamin Alire Saenz
Editore: /
Anno: /

Ramiro Lopez e Jake Upthegrove non hanno molto in comune. Ram viene da una famiglia operaia di El Paso e ha un fratello invischiato nel narcotraffico fino al collo. Jake è un ragazzino ricco della West Side con qualche problema a gestire la sua rabbia e una madre non troppo presente. Ma i due hanno una cosa in comune: nessuno dei due ha mai conosciuto il padre.




Titolo: A Darker Shade of Magic
Autore: V.E. Schwab
Editore: /
Anno: /

Kell è uno degli ultimi Antari, potenti maghi in grado di viaggiare attraverso universi paralleli. Viaggia tra la Londra Grigia, sporca, noiosa e priva di magia, a quella Rossa, dove la magia viene venerata e la vita è rigogliosa, attraverso la Londra Bianca, dove è incessante la lotta per il controllo della magia. Ma mai nella Londra Nera, proibita da molto tempo.
Ufficialmente Kell è ambasciatore della Londra Rossa ma in realtà trasporta di nascosto da un universo all'altro chiunque sia disposto a pagare...





Quali sono le vostre letture della settimana?

sabato 9 aprile 2016

Recensione: Raven Boys - Ladri di sogni

Buonasera lettori! Come state?
Io ho mal di testa e voglia di passare alla Feltrinelli ma le mie finanze sono costantemente ristrette e quindi ho optato per passare il pomeriggio a casa. Anche perchè ho molto da studiare e poco tempo prima degli esami. Che male di vivere.
Preparando questa recensione mi sono accorta che nell'edizione italiana "Raven Boys" è tradotto come "Ragazzi Corvo" e mi è passato un brivido bavido buh. La tristezza inaudita delle versioni italiane continua a lasciarmi di stucco ogni volta. Con ciò non voglio dire che io saprei fare di meglio, anche perchè tradurre è una delle cose che mi piace di meno fare (e ho pure una laurea in lingue, sono una persona orribile), ma certe traduzioni italiane lasciano veramente molto a desiderare...



Titolo: Raven Boys - Ladri di Sogni
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: Rizzoli

Anno: 2014

La magica linea di prateria è stata risvegliata e la sua energia affiora. I ragazzi corvo, un gruppo di studenti della scintillante Aglionby Academy, sono sulle tracce del mitico re gallese Glendower, che dovrebbe essere nascosto nelle colline intorno alla scuola. Con loro c'è Blue, che vive in una famiglia di veggenti tutta al femminile. A lei è stato predetto più volte che quando bacerà il ragazzo di cui sarà davvero innamorata, questi morirà. Sulle prime sembra che il suo cuore batta per Adam, ma forse è Gansey quello che ama davvero... Intanto Ronan s'inoltra nei suoi sogni, da cui può uscire di tutto. Del resto è uno che ama sfidare il pericolo. Mentre il tormentato Adam, con un passato pesante alle spalle, s'inoltra sempre più in se stesso, cercando una sua strada nella vita. Nel frattempo c'è un individuo sinistro che è anche lui sulle tracce di Glendower. Un uomo pronto a tutto.






Quanto mi stava sulle palle Blue nel primo romanzo della saga? Molto. E quanto mi è stata sulle palle durante il secondo? Un po’ di meno, ma siamo comunque a livelli molto alti per una protagonista. Anche se continuo a nutrire dubbi in proposito del suo essere o meno protagonista.

Avevamo lasciato il primo volume con Adam che aveva risvegliato la linea di prateria, con Glendower che era ancora un’idea lontana e con Ronan che confessava di aver tirato fuori il suo corvo da un sogno. 
La storia di “I ladri di sogni” si concentra sul potere nascosto di Ronan, che poi tanto nascosto non è, di poter appunto, far apparire nella realtà le cose che sogna. I ragazzi della Aglionby (più Blue, che continua ad essere inutile ai fini della trama) sono ancora alla ricerca di Glendower e si ritrovano a dover fare i conti con la sparizione di Cabeswater e con un grigio individuo che è stato incaricato di trovare il Greywaren.

Personaggio centrale del secondo volume della saga di The Raven Boys è quindi Ronan, che con il suo caratteraccio sembra aver fatto una strage di cuori tra le lettrici. Me compresa, lo ammetto. In questo secondo volume, l’autrice si concentra di più su di lui e finalmente si vede Ronan per quello che è e non solo come “l’amico problematico di Gansey, quello con il padre morto” (per distinguerlo dall’amico problematico di Gansey, quello con il padre che lo picchia). Mi ha fatto molto piacere vedere come il personaggio sia rimasto caratterizzato come nel primo libro. Con ciò non voglio dire che non c’è stato una crescita interiore, ma che è trita e ritrita l’immagine del bad boy dal passato tragico e con un pizzico di PTSD, la cui maschera va in frantumi e si rivela lo stesso ragazzino che era 10 anni prima (ma con la barba). Capisco benissimo che è un meccanismo narrativo che attira molte ragazzine e accende i loro istinti materni, ma sminuisce molto anche i personaggi e sono contenta che la Stiefvater non abbia trattato (per il momento) così Ronan. In questo volume, infatti, nonostante si veda una sua parte più dolce (molte virgolette) soprattutto con il fratello minore e la madre, ritroviamo il Ronan sarcastico e impulsivo del primo volume. Abbiamo lo stesso personaggio che viene sì a patti con sé stesso, ma il cui sviluppo interiore non determina un retrocessione. Voglio dire, chiaramente Ronan è un ragazzo difficile e il lettore è in grado di individuare cosa c’è che non va nel suo comportamento. Noi non sappiamo come fosse prima della morte del padre, ma sappiamo dalle parole di Gansey che era una persona completamente differente. Tutto porterebbe a credere che la soluzione naturale della storia sia un Ronan tornato al punto di partenza, felice e spensierato. Invece no, il Ronan che abbiamo alla fine di questo romanzo è un personaggio cambiato, ma uguale. Un personaggio che ha preso tutto il fango che gli è stato tirato addosso, tutte le cose brutte, e le ha accettate e grazie a queste è cresciuto. Non vorrei sembrare troppo Tomasi da Lampedusa ma, anche se tutto è cambiato, tutto è rimasto com'è.

Altro grande sviluppo di questo secondo volume si ha nel personaggio di Adam, che si è finalmente liberato dalla sua prigionia. Purtroppo sembrerebbe una liberazione solo fisica, perché si vede come Adam sia ancora legato ai suoi fantasmi e alla figura paterna, come non possa smettere di rivivere in loop la prima volta che il padre lo ha picchiato. A questo si aggiunge anche un altro peso psicologico per Adam, il timore della perdita della sua libertà. Il suo sacrificio per risvegliare la linea di prateria era stato proprio quello, la libertà. Per praticamente tutto il libro, Adam vive nell'angoscia e nell’anticipazione di questa perdita: non sa quando accadrà, non sa come accadrà e teme. Non è nel suo carattere chiedere aiuto quindi lo vediamo come fluttuare in questo stressante limbo del non sapere. Sarà solo verso la fine del libro che riuscirà a liberarsi da quest’ennesima prigione e dovrà farlo con le sue forze, rivelando nuovamente una forza di volontà come nessun altro personaggio nel libro.

Meno spazio è invece dedicato a un sempre più confuso Gansey, che vorrebbe baciare Blue ma non può, che vorrebbe aiutare Ronan e Adam ma non può, che vorrebbe trovare Glendower ma non riesce. Poco spazio ha anche Blue (per fortuna). Se nel primo libro avevo provato a trovarle un ruolo nel contesto extratestuale, nel secondo volume rinuncio e vi dico che non ha ruolo alcuno, non ha utilità alcuna se non spezzare il cuore ad Adam. Ho letto molte recensioni in cui si tessono le lodi di Blue e la maestria della Stiefvater nel ritrarre il suo personaggio e non posso non trovarmi in disaccordo. Dalla stessa penna da cui sono nati personaggi come Persephone, Calla e Neeve (che per quanto poco spazio abbiano avuto, sono comunque dei signori personaggi) ci si aspetterebbe grandi cose per la protagonista e non solo innamorarsi e prima o poi, nel grande schema delle cose, uccidere Gansey. Però, come ho già detto prima, l’ho odiata meno in questo secondo volume, ma forse solo perché ha avuto molto meno spazio.

Ho apprezzato invece l’antagonista di questo secondo volume, un hit-man tutto- fare con una passione per la poesia anglosassone e che mi ricorda un po’ i romanzi di Stephen King. L’ho apprezzato talmente tanto, questo grigio signore che ho sperato non morisse e spero (addirittura!) torni nel terzo volume.


Non mi sentirete dirlo spesso, ma questo secondo volume l’ho trovato migliore del primo, quindi non posso non consigliarvelo. Spero solo che il terzo volume continui sulla buona strada e che lo spazio dedicato a Blue sia sempre più piccolo.

E voi, cosa ne pensate di questa saga? Fatemi sapere!

martedì 5 aprile 2016

Coming Soon di Aprile

Buonasera lettori! Come state? Io ho ancora i postumi dell’ultima puntata di Shadowhunters (MALEC!!!!!) e non sono mentalmente pronta al finale di stagione di oggi. Come se non bastasse sono sul piede di guerra con l’università, perché ho un esame che deve essere verbalizzato da dicembre e un bando in scadenza venerdì per cui quei 6 CFU in più mi farebbero molto comodo. E per di più, la segreteria a cui devo consegnare il tutto è chiusa il venerdì. Ah, l’efficienza delle università italiane.

Per riprendermi un attimo e darmi anche una parvenza di normalità (anche perché sennò finirei per andare in segreteria e farmi esplodere) ho pensato di presentarvi i cinque libri che hanno attirato di più la mia attenzione tra quelli in uscita ad aprile.


Quali sono le uscite di aprile imperdibili per voi? Fatemi sapere!

1. Il bambino nella neve, di Wlodek Goldkorn. In uscita il 28 aprile per la Feltrinelli. Sembra un libro molto potente e non vedo l'ora di poterlo leggere. Un viaggio della memoria che tutti dovrebbero fare.

Cos'è la memoria? Cos'è il passato? Cosa resta delle vite e delle morti di chi abbiamo amato, di chi ci ha dato la vita? Riflessioni universali, che diventano lancinanti quando si applicano al passato di un ebreo polacco e comunista, cresciuto nel dopoguerra in una patria che l'ha poi rinnegato. Wlodek Goldkorn è da molti anni una voce conosciuta della cultura italiana, ha intervistato grandi artisti, e premi Nobel e raccontato molte storie, ma mai la sua personale. Quella di un bambino nato da due genitori scampati agli orrori della Seconda guerra mondiale, che abitava in una casa abbandonata con tale fretta dai tedeschi in fuga da essere ancora piena di piatti e mobili provvisti di svastica, che crebbe nel vuoto di una memoria famigliare impossibile da raccontare, impossibile da dimenticare, impossibile da vivere. “Poi, capita che nascano i nipotini. E arriva il momento in cui ci si pone la domanda: come dire loro l’incidibile? Come trasmettere la memoria? Ma poi, cosa è Auschwitz? Cosa ne rimane? E cosa deve rimanere? Per me, prima di tutto Auschwitz è un cimitero. Il mio cimitero di famiglia.” Ecco allora un viaggio di ritorno: a Cracovia, a Varsavia, ad Auschwitz, a Sobibór, a Treblinka. E un viaggio nella memoria, da ricostruire, da inventare, da proiettare nel futuro: i genitori, gli amici, gli eroi e le vittime, il ragazzino che gioca con i compagni nel cortile fingendo di essere ad Auschwitz, il giovane che presta servizio militare nell’esercito israeliano e si rifiuta di tormentare un bambino palestinese, l’uomo che sceglie Marek Edelman come maestro, il nonno che deve raccontare ai nipoti la storia, la loro storia.



2. Red Rising, di Pierce Brown. In uscita il 5 aprile per la Mondadori. Ammetto di aver già l’ebook in lingua originale, perchè mi ispirava moltissimo, ma tra una cosa e l'altra, ancora non l’ho letto. Quindi chissà, magari è la volta buona che torno alla mia lingua madre?


La Terra sta morendo. Darrow è un red, un minatore all'interno di Marte. La sua missione è quella di estrarre un numero sufficiente di elementi preziosi affinchè un giorno si possa domare la superficie del pianeta e permettere agli esseri umani di vivere su di esso. I Reds sono l'ultima speranza dell'umanità.
O almeno così sembra, fino al giorno in cui Darrow scopre che è tutta una bugia. Che Marte è stato abitabile - e abitato - da generazioni, da una classe di persone che si fanno chiamare gli ori. Una classe di persone che vedono Darrow e i suoi compagni come degli schiavi da sfruttare e far lavorare fino alla morte senza pensarci due volte.
Fino al giorno in cui Darrow, con l'aiuto di un misterioso gruppo di ribelli, si traveste da oro e si infiltra alla loro scuola di comando, intento a smontare i suoi oppressori dall'interno. Ma la scuola comando è un campo di battaglia - e Darrow non è l'unico studente con un ordine del giorno. 










3. C’era una volta una donna che cercò di uccidere la figlia della vicina, di Ljudmila Petrushevskaja. In uscita il 16 aprile per Einaudi. La promessa di un Poe russo mi alletta molto e poi di questo libro mi piace molto anche la copertina, che non è cosa da poco, visto che quelle italiane in genere lasciano molto a desiderare!

Tra crudo realismo e senso del fantastico una raccolta di storie che reinventa la tradizione di Gogol' e Poe e racconta la Russia contemporanea come se fosse un atroce, fiabesco scherzo del destino. 
Una città messa in ginocchio da una violenta epidemia; un colonnello visitato in sogno dalla moglie defunta che gli intima di non sollevarle il velo dal viso; una donna pedinata da un tale che sostiene di essere suo marito. Apparizioni, interventi sovrannaturali, incubi e scherzi del destino. Dai Canti degli slavi orientali, leAllegorie, i Requiem e le Fiabe prorompe una galleria di personaggi sulfurei e vibranti. Tratteggiati col piglio inimitabile dell'enfant terrible della letteratura russa.













4. Dreamers often Lie, di Jacqueline West. Questa è un'uscita americana che forse saremo abbastanza fortunati da vedere, in un futuro prossimo, anche in Italia. La trama mi ispira molto, soprattutto perchè adoro Shakespeare e Sogno di una notte di mezz'estate, che ho visto in una marea di adattamenti e non mi stanca mai.

Jaye si risveglia dopo un incidente con una frattura cranica e allucinazioni fin troppo reali. Determinata a tornare a scuola e a riprendere a recitare nella produzione scolastica di Sogno di Una Notte di Mezz'Estate, Jaye mente a sua sorella, a sua madre e ai suoi dottori: lei sta bene. Ma le sue allucinazioni, Shakespeare e i suoi personaggi, l'hanno seguita dalla sua stanza d'ospedale fino ai corridoi della sua scuola. È proprio quando Jaye è certa di aver convinto tutti di essere guarita che appare Romeo. Il problema è che stavolta è reale al 100% e Jaye si ritrova improvvisamente a dover scegliere tra mentire a tutti o mentire a se stessa.














5. La vita a rovescio, di Simona Baldelli. In uscita il 13 aprile per la Giunti. Ammetto di non seguire molto le uscite italiane, perchè sono pochi gli autori che mi piacciono veramente, ma ho grandi aspettative per questo libro! Sembra molto interessante!

ROMA, anno 1735. Né ricca, né bella, il volto sfigurato dal vaiolo, Caterina Vizzani ha quattordici anni ed è convinta di essere nata a rovescio: ama lavorare nella falegnameria del padre, detesta il cucito e le altre occupazioni femminili, e il pensiero di sposarsi la terrorizza. Ma proprio a scuola di ricamo incontra Margherita, la figlia di un avvocato molto vicino al Papa, che la conquista leggendole le meravigliose avventure di Bradamante, la donna cavaliere dell’Orlando innamorato. Caterina non ha più dubbi: lei ama le donne, e soprattutto ama Margherita, di un amore grande e insaziabile che le fa sperimentare per la prima volta i piaceri inebrianti del sesso. Ma quando la madre di Margherita le coglie in flagrante, la vita di Caterina subisce una brusca svolta: con una denuncia per sodomia e stregoneria che le pende sulla testa, è costretta a fuggire e a nascondersi. Ah, pensa Caterina, se solo fossi un uomo. Perché se fosse un uomo sarebbe tutto diverso, potrebbe continuare a sedurre le femmine alla luce del sole e provare a ribaltare la propria vita… Ed è così che, grazie al lungimirante suggerimento di una prostituta, Caterina decide di vestire panni maschili e trasformarsi in Giovanni Bordoni. Come per magia le porte della società si spalancano e davanti a Caterina si dispiega una strada lastricata di occasioni e piacere…







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